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mercoledì 13 dicembre 2017
pubblicata da 6 anni, il 5 giugno 2012 (martedì) alle 10:40

Nel segno dell'equità e della giustizia sociale: gli obiettivi del Comune

Categoria: Bilancio

Equità e giustizia sociale. È questo il segnale che il Comune di Pesaro ha lanciato con l’approvazione del Bilancio 2012, in piena crisi economica e occupazionale. Un impegnativo calcolo di tagli ed entrate, di imposte e risparmi che ha precisi obiettivi: far quadrare i conti, preservare i servizi, mantenere elevate le garanzie a tutela delle fasce deboli.

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La copertina del Con n° 108

PESARO - Il Bilancio 2012 del Comune di Pesaro, pur risentendo pesantemente di tre manovre di governo varate negli ultimi anni, è riuscito comunque a centrare l’obiettivo prioritario di salvaguardare il livello e la qualità dei servizi sociali ed educativi e a garantire la tutela alle fasce più deboli della popolazione, in un contesto di crisi economica che non accenna a diminuire, portando a un aumento sensibile la domanda sociale di assistenza e sostegno. Purtroppo, oltre ai tagli, paradosso tutto italiano, i vincoli del Patto di stabilità non consentono ai Comuni, neppure a quelli virtuosi come il nostro, di spendere i soldi che hanno in cassa riducendo così fortemente gli interventi soprattutto sulle manutenzioni della città.

Il Bilancio ha dovuto fare i conti con un taglio senza precedenti, il più rilevante nella storia dei Comuni: circa 10 milioni di euro. In tale situazione, l’Amministrazione ha scelto di chiedere di più, a chi ha di più. La volontà è stata quella di garantire il welfare e di non innalzare le tariffe, in un’ottica di equità ed equilibrio sociale. Per questo è stato necessario svolgere un enorme lavoro di recupero delle risorse mancanti, intervenendo con importanti razionalizzazioni nella spesa che hanno permesso di reperire circa 12 milioni di euro.

Sull’Imu, la nuova imposta municipale, il Comune ha scelto, per la prima casa, di fissare l’aliquota base al 4 per mille. Inoltre, di non innalzare l’addizionale Irpef per i cittadini con i redditi più bassi, quelli cioè che non superano i 28 mila euro lordi l’anno, ovvero con uno stipendio di 1.500 euro netti al mese. In altre parole, grazie a questa decisione, a Pesaro, su 54 mila contribuenti, 43 mila circa non dovranno all’ente un solo euro in più. Un’aliquota più elevata è invece prevista per i redditi superiori ai 28 mila euro. Sulle seconde case si è decisa un’aliquota Imu pari al 10,6 per mille. Agevolazioni sono state previste sui beni strumentali legati all’attività agricola, prevedendo una quota minima, dello 0,1 per mille. Sempre a tutela delle fasce deboli, è stato deciso che chi affitta case a canone concordato, potrà contare sull’Imu allo 0,4 per mille (come per la prima casa) per incentivare gli affitti calmierati. Con il Bilancio 2012 abbiamo anche voluto lanciare un importante segnale, abbassando dal 10,6 per mille al 10, l’Imu per gli immobili delle imprese, costruiti e non venduti.

E’ fondamentale però rimarcare che l’Imu non darà maggiori risorse ai Comuni, visto che sarà lo Stato a incassare la fetta più grande degli introiti, che per il nostro Comune sono stimati in circa 22 milioni di euro. L’Imu non è un’imposta federalista poiché lo Stato preleva direttamente, a giugno, la metà dell’aliquota base dai cittadini.

Dunque, un bilancio coraggioso, che non smantella il welfare e i servizi ma li difende con determinazione. Anche il nostro territorio risente infatti della crisi, come dimostrano tutti gli indicatori economici. Le imprese soprattutto le più piccole sono in forte sofferenza e i dati Inps evidenziano l’aumento della disoccupazione e dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Abbiamo per questo riconfermato il fondo anticrisi, istituito per la prima volta nel 2009, stanziando quest’anno 170 mila euro destinati a lavoratori e famiglie in difficoltà a causa di licenziamenti, mobilità, cassa integrazione.

Pesaro è un Comune virtuoso anche dal punto di vista del debito e del rispetto del Patto di stabilità. L’ente è oggi sotto il 40% del costo del personale, con un risparmio di oltre un milione di euro, che, sommati a quelli dell’anno scorso, fanno salire il risparmio, in tre anni, a tre milioni, sia per il capitolo dipendenti sia per quello dei dirigenti, che si avviano ad una drastica riduzione.

Un’ultima considerazione sulla virtuosità del debito: la norma prevede da qui ai prossimi 3 anni che tutti i Comuni saranno obbligati a ridurre l’incidenza degli interessi passivi sui mutui rispetto alle entrate correnti fino a raggiungere il 4% entro il 2014. Il nostro Comune è già al 2,8%, avendo ridotto circa il 20% del debito in un solo anno e mezzo. Di questo passo, entro il 2014, porteremo il debito a una riduzione significativa rispetto a quello che era all’inizio dell’attuale mandato amministrativo.

Fonte: periodico Con n° 108 realizzato dall'Ufficio Stampa del Comune di Pesaro. Questo testo è stato firmato dal sindaco Luca Ceriscioli e dall'assessore al Bilancio Antonello Delle Noci.

Pesaro 0914 luogo di partecipazione: chi volesse informazioni e/o chiarimenti in merito agli articoli pubblicati nella colonna centrale della homepage (relativi all'attuazione del programma di mandato nelle varie deleghe assegnate agli assessorati), può scrivere a pesaro0914@comune.pesaro.pu.it.



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