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pubblicata da 8 anni, il 16 settembre 2011 (venerdì) alle 11:30

Pagamenti ai fornitori, nonostante i vincoli Pesaro è tra i più virtuosi

Categoria: Bilancio

I dati possono sembrare negativi, ma se vengono analizzati in comparazione con quelli relativi alla gran parte degli altri Comuni, è possibile evincere un bilancio positivo.

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PESARO - Il Comune di Pesaro risulta essere tra i più virtuosi di Italia per quanto riguarda i pagamenti delle spese per beni e servizi e quelli in conto capitale, dove risultano anche gli investimenti in opere pubbliche.

A certificarlo sono i dati pubblicati dalla Cgia di Mestre aggiornati al 2009, che sottolineano come in Italia i Comuni blocchino oltre 33 miliardi di pagamenti, a causa dei vincoli imposti dal Patto di stabilità nazionale. Tecnicamente si chiamano residui passivi e si tratta di spese già impegnate che però non sono state ancora onorate.

Tra questi ci sono appunto le spese per beni e servizi come la cancelleria, manutenzione e acquisti per l’ordinaria amministrazione e i residui in conto capitale, dove figurano gli investimenti in opere pubbliche come la realizzazione di strade, scuole, parcheggi e impianti sportivi.

Nella classifica stilata dall’ufficio studi dell’organizzazione, Pesaro risulta tra gli ultimi 15 Comuni per quanto riguarda la spesa da onorare, piazzandosi come ultimo Comune capoluogo nelle Marche. In totale, nel 2009, il nostro Comune risulta con 72,2 milioni di euro di spese non pagate di cui 23,7 milioni sono per quelle correnti. Rispetto al 2008, dove si registravano 70,7 milioni, i residui passivi aumentano del 2%. Per una cifra che vale 762 euro ad abitante.

Dati apparentemente negativi, ma se vengono analizzati in comparazione con quelli relativi alla gran parte degli altri Comuni, è possibile evincere un bilancio positivo. «Se già nel 2009 Pesaro risultava tra i Comuni che ha onorato il maggior numero di spese — spiega l’assessore al Bilancio Antonello Delle Noci — secondo i dati del 2010, che possiamo fornire noi, la situazione è addirittura migliorata: siamo scesi a 49 milioni».

Una riduzione che ha permesso ai fornitori dei servizi di avere una boccata di ossigeno: è infatti questo uno dei problemi principali causati da questa situazione, ovvero un danno economico di non poco conto per tutte quelle imprese, che dopo aver eseguito i loro interventi, spesso devono aspettare qualche mese per ricevere i pagamenti.

«Stiamo cercando di smaltire il più possibile — aggiunge Delle Noci —, così da ridurre il gap temporale del pagamento ai nostri fornitori. Ma dobbiamo dire che molto dipende dalle disposizioni previste dal Patto di stabilità, che per ragioni di contenimento della spesa, non permette ai Comuni di pagare pur avendo i fondi. Infatti ci sono in Italia enti virtuosi come il nostro che hanno dei soldi accantonati ma non possono spenderli proprio a causa del Patto».

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Fonte: estratto da un articolo di Alice Muri pubblicato su "Il Resto del Carlino - Pesaro" del 16/09/2011.

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