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lunedì 28 settembre 2020
pubblicata da 10 anni, il 6 settembre 2010 (lunedì) alle 10:38

Ospedale unico, servono 150 milioni per averlo nel 2015

L'assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani, fa il punto sull'iter procedurale per giungere alla realizzazione dell'Ospedale unico di Pesaro e Fano.

mezzolani

Almerino Mezzolani

L'assessore regionale alla Sanità, Almerino Mezzolani, fa il punto sull'iter procedurale per giungere alla realizzazione dell'Ospedale unico di Pesaro e Fano. Pubblichiamo un estratto l'intervista realizzata dal giornalista Luigi Luminata, uscita sulle pagine de "Il Resto del Carlino" - cronaca di Pesaro di giovedì 2 settembre 2010.

Assessore Almerino Mezzolani, l’ospedale unico si farà? «Per me è una questione matura, abbiamo due strutture ospedaliere centenarie che dimostrano tutti i loro anni. E’ un progetto fondamentale».

C’è in giro molto scetticismo. «Mi rendo conto io per primo delle difficoltà. Ma è anche vero che se non si coglie quest’occasione per rilanciare la Sanità dell’intera provincia di Pesaro e Urbino, per molto tempo non ce ne saranno altre».

Come pensa di farlo? Ci sono i soldi? «Nel programma triennale degli investimenti statali per l’edilizia ospedaliera si era previsto, nel terzo stralcio, 130-150 milioni di euro per le Marche. Quelli erano i soldi destinati all’ospedale unico Pesaro-Fano. Purtroppo l’ultima Finanziaria ha ridotto quei fondi e non sappiamo se ci sono ancora. Ma la giunta regionale ha comunque deciso di andare avanti nel progetto, dicendo che “i soldi si troveranno”».

Lo scoglio più rilevante resta la localizzazione. Il toto-sito si è già scatenato. «Inutilmente. Intanto alla base di ogni scelta di questo tipo ci sono i requisiti tecnici del ministero della Salute, che vengono valutati da una commissione regionale. Abbiamo già fatto questo percorso per la nuova sede dell’Inrca, che porteremo fuori da Ancona. La procedura per realizzarla a Camerano è molto avanzata. In quell’occasione abbiamo detto ad una città come Osimo, che aspettava un ospedale da 20 anni e aveva visto porre addirittura due volte la prima pietra, che non avrebbe avuto più un suo ospedale».

E’ successo un pandemonio... «Alla fine neppure troppo. A parte le strumentalizzazioni politiche, la gente ha capito che era meglio avere un presidio ospedaliero ad una manciata di chilometri che nulla».

La stessa cosa dovrebbe succedere a Pesaro e Fano? «Ci sarà la stessa procedura di scelta del luogo e di realizzazione della nuova struttura, ma Pesaro e Fano avranno comunque una presenza sanitaria forte nei luoghi degli attuali ospedali».

Due pronti soccorsi? «Si chiamano punti di primo soccorso. E nella riorganizzazione delle attuali aree ospedaliere rimarranno sicuramente. Anche perché dobbiamo rispondere alle esigenze di primo soccorso - non di emergenza grave in senso stretto - a due città che hanno anche profili turistici rilevanti e di conseguenza ulteriori necessità di presidi medici locali».

L’entroterra ha di che preoccuparsi? «Al contrario. Ha tutto da guadagnare. Intanto noi manteniamo aperti gli ospedali di polo, in più Urbino diventa l’unico ospedale di rete della provincia. I risparmi dell’operazione ospedale unico porteranno benefici a tutto il sistema».

Quanto pensate di risparmiare? «I risparmi di un’unica nuova struttura rispetto alle due attuali sono stimati sul 30-35 per cento. Risorse che possono essere riutilizzate per migliorare l’offerta sanitaria complessiva. In più riusciremo a frenare la mobilità passiva, che si è ridotta ma che rimane comunque molto consistente verso l’Emilia-Romagna».

Rischio speculazione? «Ma perché mai? Le indicazioni urbanistiche dipendono dai Comuni. Ma la Sanità, in questo caso, diventa motore di sviluppo: io credo che sia un bene che si generino interessi, progetti, vivacità economica. Ne hanno bisogno anche i nostri imprenditori. L’importante è che sia tutto fatto dentro le regole e con la necessaria trasparenza».

E’ anche un’occasione politica... «Anche e soprattutto. Io credo che questo progetto sia una scelta caratterizzante per il centro sinistra, che consenta di rinnovare l’alleanza con il mondo del lavoro e della produzione. Un’occasione di rinnovamento e anche di riappropriazione di un ruolo politico e progettuale».

Tempi di realizzazione? «Dal momento in cui si sceglie il sito, che è il passaggio più delicato, si possono ipotizzare 4 anni. Il 2015 non è una chimera».

Pesaro 0914 luogo di partecipazione: chi volesse informazioni e/o chiarimenti in merito agli articoli pubblicati nella colonna centrale della homepage (relativi all'attuazione del programma di mandato nelle varie deleghe assegnate agli assessorati), può scrivere a pesaro0914@comune.pesaro.pu.it.



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