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Consiglio comunale
martedì 27 ottobre 2020
pubblicata da 10 anni, il 28 aprile 2011 (giovedì) alle 10:30

Complesso del San Domenico: presentato il piano di restauro

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio, che è proprietaria del 70% del complesso (la parte su via Giordano Bruno) e prevede il recupero anche per la parte di proprietà comunale, su via Branca. Ad illustrarlo ai consiglieri comunali il presidente Ilaro Barbanti, con il presidente della Fondazione Gianfranco Sabbatini, l’ingegner Alberto Marchetti e l’architetto Nardo Goffi.

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Entrata dell'ex chiesa di San Domenico [www.isairon.it]

PESARO - L’appalto per il restauro del monumentale complesso del San Domenico potrebbe essere affidato già entro l’anno, così da dare finalmente il via ai lavori che restituiranno alla città uno degli edifici più importanti del centro storico. Dopo le trasformazioni subìte durante il periodo malatestiano, sforzesco e roveresco, le profonde modifiche di inizio ’900 per dare casa alle Poste e all’istituto d’arte, e il degrado degli ultimi decenni, ora all’ex convento dei Domenicani sarà restituita l’atmosfera, gli spazi e le proporzioni perdute, «che non significa ritornare al “com’era, dov’era” — ha precisato nella relazione l’architetto progettista Guido Canali —, ma reinventare gli spazi, recuperando la memoria e al contempo attualizzando le potenzialità in rapporto ai bisogni della città».

Tra le novità più significative c’è lo smantellamento della copertura del mercato delle erbe e lo spostamento delle cinque bancarelle in una struttura coperta nella piazzetta di via Giordano Bruno. I produttori diretti invece saranno ospitati sotto una struttura leggera dentro il chiostro. Qui saranno ricreati due cortili interni, anziché quello unico attuale, e il «mondo di muri chiusi» esistente sarà trasformato in una serie di loggiati aperti, sia al piano terra che al primo, come si presentava una volta.

Il restauro partirà prima su via Bruno, nel palazzo acquisito dalla Fondazione nel 2007, che non richiede varianti. «Ci vorranno circa tre anni — afferma Gianfranco Sabbatini — con un costo di circa 5 o 6 milioni di euro, perché l’edificio è molto compromesso». Questa parte diventerà sede del corso di Lingue orientali dell’Università di Urbino. Nella parte del Comune, che si affaccia su via Branca, è previsto anche un ristorantino, e ci saranno spazi con destinazione culturale e ricettiva. «Il progetto è già stato presentato alla sovrintendenza — ha detto l’ingegner Alberto Marchetti —. Il 90% è conforme agli strumenti urbanistici, per il restante 10% deve esserci variante, ma ciò non bloccherà l’avvio». «Per la parte di proprietà comunale — ha precisato Nardo Goffi — parteciperemo a bandi regionali per ottenere finanziamenti con fondi Bei, e a qualsiasi bando ci permetta di partire prima possibile». 

«Sin dall’inizio abbiamo pensato che al San Domenico potesse essere ospitata l’università, in particolare la facoltà di Lingue e Civiltà orientali - afferma Sabbatini - noi ci impegniamo a fare i lavori, per concludere i quali ci vorranno 2-3 anni, poi affitteremo i locali all’università pesarese, per quel corso specifico che oggi conta 350 iscritti». La Fondazione, che quattro anni fa ha acquistato buona parte del San Domenico al prezzo di quasi un milione e 300 mila euro (una porzione dello stabile è rimasta di proprietà comunale) investirà, per la ristrutturazione completa, altri «5-6 milioni di euro. Utilizzeremo i fondi patrimoniali nel settore della formazione e istruzione», spiega Sabbatini. 

Un piano di recupero realizzato - come già detto - dall’architetto Canali, docente universitario di Ferrara, «esperto nel recupero di edifici storici, come la sede del consorzio Parmigiano Reggiano e la sede di Prada. Puntare su questo architetto è stata un’ottima scelta da parte della Fondazione», lo ha così elogiato il collega Goffi.

Il progetto, conforme al Prg per il 90%, dovrà passare in Consiglio comunale con una variante urbanistica relativa soltanto alla parte del mercato. «Ma intanto potremo chiedere il permesso di costruire, subito dopo il parere della Sovrintendenza, per l’area destinata all’università - afferma Marchetti - credo che entro 8-10 mesi saremo pronti per partire con i lavori».

Fonte: rassegna stampa de "Il Resto del Carlino - Pesaro" e "Il Messaggero - Pesaro" del 28/04/2011.

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