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Consiglio comunale
sabato 21 luglio 2018
pubblicata da 8 anni, il 18 settembre 2010 (sabato) alle 19:40

Una possibile ricetta per salvare la "coesione sociale"

Coraducci: "La Manovra finanziaria sta creando non poche difficoltà alla amministrazioni locali. In particolare il Comune di Pesaro subirà tagli enormi di oltre 10 milioni di euro nei prossimi due anni".

PESARO - La Manovra finanziaria proposta dal Governo e approvata a maggioranza dal Parlamento crea non poche difficoltà alla amministrazioni locali. In particolare il Comune di Pesaro subisce tagli enormi di oltre 10 milioni di euro nei prossimi due anni.

La diminuzione delle risorse si ripercuote senza alcuna via di scampo sui servizi ai cittadini, soprattutto sui servizi alla persona. Con i vincoli imposti dalla legge contabilità degli enti locali i mancati trasferimenti delle somme governative vanno ad incidere esclusivamente sulle spese correnti del comune. Non possono essere intaccate le somme per il personale, per i mutui già accesi, per i contratti poliennali in essere e per tutte le altre spese rigide del bilancio.

Ne consegue pertanto che i tagli incideranno solamente sulla parte variabile del bilancio, che nel caso del Comune di Pesaro ammonta a circa 25-30 milioni di euro su un bilancio complessivo di circa 80 milioni. Quindi tagli veramente enormi che ci obbligano ad una rivisitazione complessiva dei servizi.

Nessuno contesta che dobbiamo fare sacrifici. Tutta l’Europa lo sta facendo, ma con ben altri indirizzi e senza scaricare le difficoltà sui cittadini più deboli bisognosi di servizi essenziali. Al rigore necessario occorreva unire interventi basati sul principio di equità e le risorse disponibili devono essere messe in gioco per una crescita economica capace di sviluppare ricchezza sostenibile,
sia da un punto di vista sociale che ambientale.

Se questo scenario sopra dipinto a tinte fosche è vero, come è vero, in attesa di un nuovo federalismo degli enti locali in divenire con la nuova fiscalità sugli immobili, cosa deve fare il Comune di Pesaro? Innanzitutto dimostrare stile e sobrietà da parte degli amministratori e della macchina comunale, tenendo in considerazione un'analisi attenta e approfondita dei centri di costo per evitare sovrapposizioni e spese differibili.

Ciò è stato fatto con la predisposizione dell’ultimo bilancio, ma forse c’è ancora dell’altro da fare. Poi tenere in considerazione il quadro legislativo degli enti locali ben definito dal T.U.E.L. (Testo unico enti locali) e dalla riforma del titolo quinto della Costituzione che definiscono i compiti di azione fondamentale del Comune orientarsi ai bisogni delle fasce più deboli dei suoi cittadini che devono essere tutelati nei servizi essenziali sul sociale; nel contempo rimodellare interventi per favorire i giovani e il loro inserimento a pieno titolo nella società.

Non dobbiamo correre il rischio che l’onda lunga di questa crisi lasci indietro i più deboli. Ancora, da più parti si evidenzia la possibilità di apportare chiarezza comunicativa e maggiore incisività al quadro degli interventi dei Comuni, ridefinendo un sistema contabile che salvaguardi gli interventi sul sociale e sulla manutenzione della città con apposite linee di bilancio e lasciare un capitolo complessivo delle altre spese, ove attingere di volta in volta nel corso dell’anno con scelte condivise e partecipate sulla base di una precisa scala prioritaria. Ciò permetterebbe di prendere consapevolezza sul serio delle difficoltà del quadro finanziario attuale nonchè di intervenire con oculatezza nei vari settori cittadini.

Infine, proseguire nello sforzo della coesione sociale che è una eccellenza della nostra comunità con un grande impegno del volontariato. Rafforzare la sussidiarietà vuol dire tra l’altro sopperire alle carenze assegnate, salvaguardati con una partecipazione collettiva delle forze sane che compongono la nostra comunità. Superare questi tristi momenti economici e far riprendere al nostro territorio la strada dello sviluppo è insostenibile fin’ora grazie all’impegno di tutti i suoi cittadini si sono potuti raggiungere traguardi ambiziosi presi ad esempio da molte altre zone del Paese.

Gerardo Coraducci - assessore ai Servizi Sociali

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