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Consiglio comunale
lunedì 17 dicembre 2018
pubblicata da 9 anni, il 9 marzo 2010 (martedì) alle 19:51

Rotta verso "Ospedali Riuniti Marche Nord"

Ceriscioli: "Abbiamo visto i limiti del sistema sanitario incentrato su Ancona. Che non è riuscito a frenare la mobilità passiva. Con Ospedali Riuniti vogliamo ampliare ulteriormente la qualità dei servizi offerti".

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I presidenti dei tre consigli (Santorelli, Bartolucci e Barbanti) i due sindaci (Aguzzi e Ceriscioli) assieme all'assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani e al presidente della Provincia Matteo Ricci.

PESARO – Il consiglio provinciale e i consigli comunali di Pesaro e Fano, in seduta congiunta, cercano la quadratura del cerchio su Ospedali Riuniti. E delineano il futuro della nuova azienda ospedaliera: “E’ un tema strategico per lo sviluppo territoriale, una vera e propria riforma che ha messo in discussione la visione incentrata sul polo anconetano – ha sottolineato il presidente della Provincia Matteo Ricci -. Ed è per questo che il processo ha incontrato resistenze, anche trasversali, in consiglio regionale. E’ un modello nuovo, pensato per ridurre la mobilità passiva e sostenere le eccellenze. Positivo l’approccio di Aguzzi e Ceriscioli: se non c’è dialogo tra Fano e Pesaro, assistiamo all’impoverimento dello sviluppo territoriale”.

La sfida è indebolire il campanilismo: “Su Ospedali Riuniti non c’è stata la sollevazione delle aree interne – ha detto Ricci -. Perché si è capito che il progetto non toglie niente a nessuno. Mentre aggiunge valore a tutti. E anche gli ospedali dell’entroterra potranno giocare il loro ruolo all’interno del nuovo sistema. Bisogna andare avanti insieme, senza giocare in difesa: integrazione e gestione unica sono state avviate. Il prossimo passo è concretizzare l’atto aziendale. Se il nuovo modello funzionerà al meglio saremo anche in grado, successivamente, di ragionare sulle strutture. Senza accelerare i tempi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli: “Abbiamo visto i limiti del sistema sanitario incentrato su Ancona. Che non è riuscito a frenare la mobilità passiva. Con Ospedali Riuniti vogliamo ampliare ulteriormente la qualità dei servizi offerti. Siamo già orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto: col percorso intrapreso possiamo massimizzare i risultati per i cittadini. La volontà della Regione può essere guidata dalla coesione delle due città e del territorio: la pari dignità, sottolineata dalle mozioni approvate nei consigli comunali, è la condivisone dei passi successivi del processo”.

Ha aggiunto il sindaco di Fano Stefano Aguzzi: “L’innovazione è utile e abbiamo avuto un approccio costruttivo, fin dall’inizio, verso la nuova legge regionale. Anche perché era chiaro che chi si contrapponeva all’evoluzione avrebbe ottenuto il minimo. Ora Fano vuole essere protagonista, al pari degli altri soggetti coinvolti. Allo stato attuale la normativa regionale è una cornice. Che deve essere riempita di contenuti. Se tutto rimane come adesso l’azienda unica è solo un aumento di costi. Vogliamo capire come saranno distribuite le eccellenze nelle due città. E comprendere se il dibattito è su Ospedali Riuniti o sul nuovo ospedale unico. Se si pensa all’ospedale unico, non può essere quello attuale di Pesaro. Perché non ha le caratteristiche logistiche e infrastrutturali necessarie. Ma prima di parlare di nuovo ospedale dobbiamo cominciare a convivere. A partire dall’integrazione”.

In sala Pierangeli è stato Carmine Ruta, il direttore generale pro tempore della neonata azienda ospedaliera, ad illustrare il “Piano di sviluppo Marche Nord: “Dobbiamo partire dall’analisi dell’esistente – ha evidenziato-. L’obiettivo è passare dall’attuale 33.1% dei ricoveri chirurgici residenziali nell’area vasta al 66.9%. E’ necessario sviluppare la chirurgia ad alta complessità. Il problema non è discutere dell’ospedale unico, ma garantire percorsi veloci di accesso per i cittadini. Verticali e orizzontali. La cardiochirurgia deve essere fatta in ambiente adeguato, ottimizzando gli spazi. E le strutture ospedaliere di Pesaro e Fano, in questo senso, presentano criticità di spazi, troppo dislocati tra loro. E sono simili nei contenuti: replicano lo stesso modello di produzione, strutture e tecnologia. L’altro problema è la medicina molecolare, che va fatta in ambiti idonei”.

Poi la maratona politica con gli interventi dei capigruppo e dei consiglieri. Chiusa dall’assessore regionale Almerino Mezzolani: “Il documento approvato dai due consigli comunali è un atto di responsabilità. Che fornisce la traccia amministrativa sulla quale i tecnici lavoreranno per articolare e definire i reparti. Sulla base di una condivisione con gli enti locali per lo sviluppo di Ospedali Riuniti”. Sulla nomina del direttore generale: “Ci sono state, da più parti, dichiarazioni fuori luogo. Non c’è nessuna frenata: è stato un atto istituzionalmente corretto. E fatto per rispettare la volontà degli elettori”. Capitolo Asur provinciali: “Si fanno discussioni preconcette: c’è la necessità di un aggiustamento e dobbiamo potenziare le aree vaste, a partire da quello che abbiamo fin qui costruito. Ma non possiamo ricadere nella frammentazione del passato. Che ha prodotto problemi gravi”. C’è la questione del nuovo ospedale: “Si è colta la maturazione del dibattito – ha concluso Mezzolani -. Ed è il segno di quanta strada abbiamo fatto. Per adesso, ritengo sia prematuro parlarne. Anche se sono disponibile a ragionarci sopra, insieme alle due città e al territorio, quando ci saranno progetti concreti. Perché la politica non può sottrarsi ai nodi. Finora, tutto il processo è stato gestito con sano realismo e ha garantito l’equilibrio della sanità provinciale”.

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