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Consiglio comunale
sabato 16 febbraio 2019
pubblicata da 6 anni, il 23 aprile 2013 (martedì) alle 15:30

Frana sulla Statale Adriatica, pronte tre fasi operative di intervento

Categoria: Provincia, Regione, Altri Enti, Viabilità

Aggiornamento periodico sulla situazione del Colle Ardizio. Sul tavolo la mappa con i dettagli morfologici della falesia dopo le ripetute frane verificatesi a cavallo tra marzo e aprile 2013.

PESARO - Tre fasi operative, con un obiettivo prioritario: riaprire la Statale Adriatica al più presto. Aprendo i lavori in sala Rossa, il sindaco Luca Ceriscioli ha proposto tre fasi operative di intervento: una di breve periodo finalizzata alla riapertura in sicurezza della Statale, l'altra di medio periodo per migliorare la sicurezza e la protezione attraverso percorsi e procedure per reperire i finanziamenti necessari; infine una terza fase operativa che prevede una strategia complessiva e la sicurezza strutturale dell'Ardizio. “Anche se non esistono – ha precisato il sindaco - interventi risolutivi, l'obiettivo di lungo periodo è quello di individuare un sistema di protezione adeguato per la strada, l'abitato e la ferrovia”.

Riunito per circa due ore il tavolo operativo che segue l'evolversi della situazione morfologica della falesia del Colle Ardizio. Sul tavolo la mappa realizzata dalla Provincia con i dettagli morfologici della falesia dopo le ripetute frane degli ultimi giorni e i relativi sistemi di difesa esistenti.

Presente il responsabile della Protezione civile regionale Roberto Oreficini, che insieme ai referenti di Anas - al sindaco Luca Ceriscioli, al presidente della Provincia Matteo Ricci, all'assessore Massimo Galuzzi, alla Protezione civile comunale, al comandante della Polizia Municipale Gianni Galdenzi, alle Ferrovie, Autorità di bacino, ditta Tecnorock - ha delineato nel complesso i movimenti franosi di diverso livello presenti nei due chilometri di fronte, particolarmente esposto a smottamenti. Occhi puntati anche sulle previsioni meteo, in quanto negli ultimi giorni non è stato possibile intervenire a causa della continua pioggia.

"La riunione è stata estremamente positiva perché utile a chiarire aspetti complessi e tempistiche – ha detto il sindaco -. Diamoci appuntamento fra quattro-cinque giorni per aggiornare il tavolo".

Anche Matteo Ricci, che domani incontrerà il presidente della Regione Gian Mario Spacca, è intervenuto: "Utilizzerò un incontro già in agenda per riportare al governatore gli esiti di questa riunione, chiedendogli 500mila euro di finanziamento per gli interventi di somma urgenza per la riapertura della strada". "Domani insieme al sindaco incontreremo Società Autostrade – ha detto Massimo Galuzzi - per fare il punto sui lavori alla terza corsia e la deviazione del traffico pesante". Roberto Oreficini, ha invece assicurato che contatterà “personalmente il prefetto della Protezione civile Franco Gabrielli".


La valutazione sulla richiesta dello stato di emergenza. Il problema è - come sempre da qualche anno a questa parte - legato ai vincoli del Patto di stabilità: a tal fine lo stato di emergenza consentirebbe la deroga al Patto per il periodo concesso. A tal fine Oreficini ha illustrato la nuova normativa - vigente dall'estate 2012 - sulla gestione dello stato di emergenza, completamente mutato rispetto agli ultimi vent'anni. Lo stato di emergenza viene concesso al massimo per novanta giorni e non è collegato alle risorse economiche. L'utilità si ha perché comunque viene nominato un commissario e si può procedere con procedure semplificate, convocando le conferenze dei servizi nell'arco di sette giorni capaci di approvare progetti con tutti i termini di esecutività. Nel momento in cui si chiede lo stato di emergenza è obbligatorio indicare l'ente che sarà obbligato a portare avanti gli interventi una volta terminati i novanta giorni. Normalmente accade che chi ha competenza ordinaria è anche il soggetto che provvede agli interventi in fase straordinaria. Ordinanze, provvedimenti urgenti e affini possono essere fatte solo dal sindaco: la Protezione civile regionale ha fatto elaborare tutti i dati meteo dall'autunno 2012 ad oggi: le precipitazioni hanno superato del 50% le medie stagionali. La proposta di Oreficini è contattare la Protezione civile nazionale per valutare complessivamente la situazione vista la compresenza di più enti di caratura statale, regionale, provinciale e privata. Ciascuno degli enti presenti al tavolo operativo provvederà entro domani mattina (4 aprile) ad inviare una relazione sintetica utile a produrre la richiesta di stato di emergenza.

Il ruolo del Comune di Pesaro. L'Amministrazione comunale ha fatto due interventi complessivi: il 13 marzo provvedendo a disgaggi nei pressi del distributore Eni consentendo la riapertura totale della Statale nell'arco di tre giorni. Il 25 marzo l'azione comunale si è concentrata sui 70 metri del tratto del cavalcavia lato Fano intervenendo sulla barriera e sulla rete paramassi, divelte dallo smottamento e in fase di ripristino dalla ditta Tecnorock. Si prevede che nell'arco del fine settimana sia possibile riaprire il traffico sul cavalcavia. Attualmente continua il monitoraggio e il problema è correlato alla presenza delle abitazioni - per un totale di circa 500 residenti - presenti tra l'inizio di via Kolbe e il cartello "Pesaro", attualmente non raggiungibili dai veicoli. Non sussistono problemi legati al trasporto pubblico degli studenti degli istituti Santa Marta e Branca. Il sindaco ha premuto sul trovare una linea comune per dialogare e trovare una soluzione con i privati, proprietari di gran parte della falesia.

Il ruolo della Provincia di Pesaro-Urbino. L'Amministrazione provinciale - competente in materia di tutela del suolo - ha precisato che sono stati fatti una serie interventi nel corso degli anni puntuali e determinanti al monitoraggio della falesia, grazie alla collaborazione del Comune di Pesaro e ai fondi della Regione. Il riferimento va al vallo paramassi, alla regimentazione delle acque e ad altre azioni concordate con Anas, che hanno impedito il coinvolgimento diretto delle case e della ferrovia dalla frana. L'obiettivo è riaprire la Statale Adriatica solo quando istituzioni e tecnici saranno in grado di garantire la totale sicurezza, con particolare attenzione ai sette-otto punti di maggiore criticità.

Numeri e costi. Confermata l'entità di massima dell'intervento strutturale: si parla di almeno 10 milioni di euro. Il sindaco Luca Ceriscioli e il presidente Matteo Ricci si muoveranno sin da subito per la ricerca fondi su scala nazionale. Stefano Gattoni, dirigente del Servizio Ambiente della Provincia, ha quantificato tempi e modi d'intervento: partiranno subito dopo il termine delle piogge gli interventi in parete su un totale di 30mila metri cubi di terreno, unitamente all'ispezione accurata nel tratto di 1.500 metri (quello più compromesso) dei 4 chilometri complessivi di falesia. E' già disponibile il finanziamento per il ripristino del vallo paramassi, prolungandolo fino all'ultimo civico di Pesaro. In termini di costi, si parla di 500mila euro complessivi, 140mila per gli interventi in parete, 40mila per la ripulitura della sede stradale e l'installazione dei new jersey in cemento, 50mila per gli interventi sul terreno, 150mila per la rimozione dei materiali franati. La Provincia ha deciso di avvantaggiarsi partendo con le procedure di appalto dei lavori, facendo attenzione anche al ciglio della scarpata nella zona di Fosso Sejore, già oggetto di interventi nel 2011 ad opera di Provincia ed Anas. Intanto, la prima cosa da fare, una volta cessate le intemperie, sarà lo svuotamento del vallo paramassi.

Impegni a brevissimo termine. Al termine del tavolo operativo si è svolto un ulteriore sopralluogo utile a capire lo stato del terreno, dando importanza alla redazione di una cartografia aggiornata dei massi nella parte alta della falesia, utile alla riapertura della carreggiata, attraverso l'utilizzo di barriere con new jersey. Al vaglio la creazione di un doppio senso (servirebbe una larghezza di cinque metri di strada libera, con il limite a 30 km/orari) oppure un senso unico in direzione Fano-Pesaro, utilizzando per la Pesaro-Fano la strada panoramica Ardizio. Previsto per la mattinata del 4 aprile l'incontro in Prefettura con Comune e Provincia per dirottare il traffico pesante sull'autostrada, snellendo la mobilità urbana.

Aggiornamento del 4 aprile 2013 - comunicato Regione Marche

Risorse immediate per i lavori di somma urgenza e rapido coinvolgimento dell’Anas per gli interventi strutturali. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca e il presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci hanno assunto importanti decisioni per la fruibilità della Statale Adriatica interrotta dalla frana sull’Ardizio. Regione e Provincia hanno concordato un piano di intervento immediato per la riapertura della Statale, per il ripristino del fondamentale collegamento tra Fano e Pesaro e per la fruibilità del litorale. Inoltre, in tempi ristrettissimi e direttamente a confronto con la direzione nazionale della Protezione civile, si faranno le necessarie valutazioni sulla richiesta dello stato di emergenza.

La Regione ha deciso di stanziare immediatamente 500mila eurorisorse derivanti dal bilancio dell’Autorità di bacino – per i lavori finalizzati alla riapertura della strada e alla fruibilità della zona in condizioni di sicurezza. Ulteriori 800mila euro – derivanti dall’Accordo di programma sulla difesa del suolo sottoscritto dal presidente Spacca e dall’allora ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel novembre del 2010 – sono stanziati sempre per affrontare l’emergenza, in particolare per l’esecuzione di lavori urgenti finalizzati alla prevenzione.
Spacca e Ricci hanno poi concordato, per affrontare sin da subito la sistemazione strutturale e a lungo termine della zona, di richiedere un incontro urgente con l’Anas per l’apertura di un tavolo di lavoro.

“L’area interessata dalla frana – ha detto il presidente Spacca – non è nuova, purtroppo, a fenomeni di questo genere. La Regione si spende sin da subito per il ripristino delle normali condizioni di viabilità e di sicurezza, in un’arteria di così fondamentale importanza come l’Adriatica in questo tratto che collega Fano con Pesaro. Ma la somma urgenza non basta: occorrono interventi definitivi di messa in sicurezza del versante a monte. Su questo sollecitiamo con grande determinazione, insieme alla Provincia di Pesaro, l’intervento dell’Anas su cui ricade la competenza della strada”. Il presidente Ricci ha ringraziato la Regione ed espresso “grande soddisfazione per il suo tempestivo intervento. Quelle messe a disposizione – ha detto - sono risorse molto importanti, che consentiranno la riapertura della strada. Un ringraziamento anche alla Protezione civile regionale per il ruolo di coordinamento che, con il dirigente Roberto Oreficini, ha svolto nella fase di emergenza”.

Aggiornamento dell'8 aprile 2013 - La Regione chiede lo stato di emergenza

Dichiarazione dello stato di emergenza per tutto il territorio della Provincia di Pesaro e Urbino e deroga al patto di stabilità. Sono queste le due principali richieste inoltrate dal presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, in un lettera al presidente del Consiglio Mario Monti e al capo della Protezione civile Franco Gabrielli, a seguito dei danni causati dalla frana che ha colpito la zona del Colle Ardizio, nel territorio del Comune di Pesaro. Il movimento franoso, cominciato dal 25 marzo scorso, si è sviluppato su più fronti, lungo la dorsale prospiciente la zona costiera, per un tratto di 4,5 chilometri. Un’area sensibile e già classificata R4 dal Piano per l’assetto idrogeologico. Questo, unito alle notevoli precipitazioni meteoriche che si sono abbattute ripetutamente in tutta la provincia di Pesaro – Urbino, ha determinato l’originarsi del fenomeno franoso.

“La zona interessata – evidenzia Spacca – è purtroppo a ridosso della Statale 16 e della linea ferroviaria Bologna-Bari, per questo si è interrotta al traffico l’arteria stradale nel tratto Pesaro-Fano in entrambi i sensi di marcia, con significative conseguenze per la circolazione, a cui si aggiunge il completo isolamento in cui si trovano alcune abitazioni private, un importante istituto scolastico e tutte le attività economiche della zona”.

Immediato e tempestivo è stato l’intervento in stretta collaborazione di Regione, Provincia, Comune, Anas, Ferrovie dello Stato per la messa in sicurezza dell’area, provvedendo con risorse proprie. La Regione, che ha operato da subito in raccordo con gli altri soggetti interessati, ha messo disposizione la somma massima di 500mila euro sui capitoli di spesa dell’Autorità di bacino Regionale. Sono inoltre disponibili ulteriori 800mila euro nell’ambito dell’accordo di programma in materia di difesa del suolo sottoscritto con il Ministero dell’Ambiente nel novembre 2010, per il quale sono già iniziate le procedure di appalto.

“Ma il lavoro si presenta lungo e complesso proprio per la vastità della zona interessata. Va poi evidenziato che l’area in frana è limitrofa a un tratto di spiaggia molto frequentato durante l’estate, su cui operano molte imprese turistiche stagionali. Non completare la messa in sicurezza in tempi rapidissimi comporterebbe la non fruibilità di quel tratto di spiaggia, con conseguente inoperatività di tutte le imprese, già fortemente colpite dalla crisi economica in corso. Le copiose precipitazioni hanno provocato dissesti idrogeologici anche in altre zone della provincia di Pesaro e Urbino, compromettendo l’agibilità di alcune palazzine dell’Ail (Associazione italiana contro le leucemie) nonché la percorribilità di alcuni tratti della viabilità minore in vari Comuni. Per questo credo possano sussistere i presupposti per la richiesta della dichiarazione dello stato di emergenza, con cui verrebbe nominato un commissario delegato in grado di armonizzare gli interventi eseguiti dai vari enti e di poter utilizzare le procedure accelerate, soprattutto per l’acquisizione dei pareri propedeutici alla realizzazione di quanto necessario a mitigare il rischio e al ripristino della viabilità principale e secondaria. Sarebbe poi essenziale poter ottenere la deroga al patto di stabilità per gli interventi connessi a questo evento”.

Aggiornamento del 9 aprile 2013 - riapertura parziale della Statale

Queste le decisioni prese dal tavolo operativo: 1. il cavalcavia riaprirà nel pomeriggio del 9 aprile consentendo la svolta da via Kolbe in direzione centro a senso unico; 2. il tratto di competenza Anas dallo svincolo di Fosso Sejore fino all'altezza del ristorante Gazebo riaprirà domani 10 aprile secondo ordinanza Anas; 3. il tratto dall'ex distributore alla Confcommercio riaprirà indicativamente entro una settimana, in attesa del completamento delle verifiche in parete.

Il punto della Regione. Oreficini ha comunicato di aver avuto un colloquio con il prefetto della Protezione civile nazionale Franco Gabrielli, al quale ha richiesto lo stato di emergenza per l'intero territorio provinciale. In settimana un'equipe della Protezione civile nazionale farà una relazione tecnica da presentare al Consiglio dei Ministri, a cui spetta la decisione finale sullo stato di emergenza. Lo stato di emergenza non significa automaticamente lo stanziamento di risorse a favore del territorio, ma permette quantomeno un alleggerimento delle prassi burocratiche e una deroga al Patto di stabilità.

Il punto del Comune. Il sindaco si è raccomandato di sottolineare nella richiesta al Consiglio dei Ministri di evidenziare l'assoluta priorità di derogare tutti gli interventi dal Patto di stabilità. Gli assessori Biancani e Pascucci hanno richiesto di tracciare una mappa informativa su tutti i cantieri in atto - seguiti dalle ditte facenti capo ai vari enti seduti al tavolo - in modo da avere un quadro chiaro della viabilità locale, con particolare attenzione alla riapertura al traffico il prima possibile di tutto il tratto stradale. Claudio Gaudenzi, dirigente del Servizio Manutenzioni-Protezione civile, ha raccontato - mappa alla mano - gli interventi effettuati negli ultimi giorni, illustrando lo stato attuale della falesia. "Stiamo operando lungo la discesa in direzione sud del cavalcavia, facendo il disgaggiamento di alcuni massi pericolanti, ripulendo la zona interessata dalla frana e ripristinando le reti paramassi. Detto ciò, abbiamo di fronte una decina di giorni nei quali provvedere al ripristino delle barriere paramassi nel tratto ancora chiuso, per poi procedere alla riapertura di entrambi i sensi di marcia".

Il punto della Provincia. Galuzzi e il dirigente del Servizio Ambiente Stefano Gattoni hanno spiegato che le squadre incaricate dalla Provincia stanno lavorando sul disgaggio dei massi pericolanti nei tratti di competenza. In buona sostanza i tempi di lavoro coincidono con quelli indicati dal Comune. Sono state inoltre definite con precisione le aree di competenza della Provincia e quelle di Anas, con l'obiettivo di utilizzare al meglio i 500mila euro stanziati dalla Regione. Si tratta di un primo intervento capace di mettere in sicurezza la zona. E' stata formalmente richiesta a Società Autostrade la possibilità di far passare i mezzi pesanti in autostrada (esonerandoli dal pedaggio), ma è stata negata da Autostrade questa possibilità. Valutando lo stato della viabilità compatibilmente al progredire dei lavori, si valuterà la necessità di un ulteriore incontro con la sede romana di Autostrade per l'Italia.

Il punto di Anas e Ferrovie dello Stato. Domani 10 aprile l'impresa incaricata da Anas comincerà i lavori nel tratto di competenza. La prima cosa da fare è scaricare la rete paramassi, che è particolarmente gonfia di materiale franoso. I tempi dell'operazione sono stimati attorno ai dieci giorni, in linea con quanto prospettato da Provincia e Comune. Anas fornirà buona parte dei new jersey in cemento, con la disponibilità di Società Autostrade ad integrare il tratto eventualmente scoperto dai new jersey. Anas ha chiarito che l'apertura della Statale è pensabile nell'arco di dieci giorni (meteo permettendo, che almeno fino a venerdì 12 aprile dovrebbe essere positivo secondo il Bollettino della Protezione civile regionale), mentre il cantiere complessivo durerà per circa due mesi. In questi giorni Ferrovie dello Stato ha studiato progetti in grado di aumentare la sicurezza della rete ferroviaria in caso di futuri eventi franosi.

Aggiornamento del 16 aprile 2013 - lavori per quasi tutto il mese di aprile

Si è riunito il tavolo operativo che si sta occupando della falesia del colle Ardizio. Alla riunione hanno preso parte anche tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile, che hanno già effettuato il sopralluogo e stanno completando l'istruttoria da consegnare al prefetto Franco Gabrielli per il riconoscimento dello stato di emergenza, di competenza del Governo. Proseguono i lavori secondo le modalità e il cronoprogramma stabilito nella riunione del 9 aprile. I lavori in corso riguardano Anas (nel tratto di competenza a ridosso della sede stradale, da Fosso Sejore fino all'inizio del centro abitato di Pesaro), Provincia (verifiche in parete, con operazioni di disgaggio e messa in sicurezza dei massi pericolanti) e Comune (installazioni di reti paramassi sulla rampa del cavalcaferrovia). Nella mattinata del 16 aprile è stato riaperto - a doppio senso di circolazione - il tratto di Strada delle Marche compreso tra l'innesto di via Kolbe e l'innesto del sottopasso dei Gelsi. Rimangono 4 situazioni problematiche delle quali la più complessa è legata alla presenza di un enorme masso pericolante di circa 1.200 metri cubi, per il quale sono in corso le operazioni di messa in sicurezza, che richiederanno comunque non meno di 8 giorni. Pertanto la riapertura della statale Adriatica, in condizioni meteo favorevoli, è stata programmata entro i prossimi 8 giorni.

Aggiornamento del 23 aprile 2013 - riapertura della Statale Adriatica

Mercoledì 24 aprile riaprirà al traffico la Statale Adriatica. Si tratta del tratto interessato dalla frana del colle Ardizio, che dunque riaprirà alle ore 22 di mercoledì, con alcune limitazioni di velocità dovute alla presenza del cantiere, operativo anche nei prossimi giorni. Nel centro abitato (dal cartello "Pesaro" al cavalcavia), infatti, il limite sarà fissato a 30 km/orari; dalla fine del centro abitato, nel tratto ove è presente il cantiere di competenza Anas sono previsti i 40 km/orari, mentre da lì a Fosso Sejore si potrà procedere normalmente. Il tutto verrà adeguatamente segnalato nel pomeriggio del 23 aprile. Proseguendo le attività di cantiere, tutti gli enti competenti sono stati invitati dal responsabile regionale della Protezione Civile Roberto Oreficini a mantenere la massima vigilanza per garantire la sicurezza necessaria. Il tavolo operativo verrà riconvocato in seguito alle comunicazioni relative alla concessione dello stato di emergenza, ma intanto è stato aggiornato il cronoprogramma con gli interventi svolti e in corso di ultimazione. Il Comune ha terminato di montare le nuove reti paramassi sopra il cavalcavia e nella giornata di oggi completerà il montaggio del guard-rail metallico di protezione. La Provincia ha ripulito il vallo paramassi e ha posto le basi per il montaggio di ulteriori valli e reti paramassi. L'Anas ha asportato i detriti delle due frane che hanno invaso la carreggiata della Statale e ha posizionato una serie di new jersey in cemento per agevolare gli ulteriori lavori di messa in sicurezza della falesia.

Pesaro 0914 luogo di partecipazione: chi volesse informazioni e/o chiarimenti in merito agli articoli pubblicati nella colonna centrale della homepage (relativi all'attuazione del programma di mandato nelle varie deleghe assegnate agli assessorati), può scrivere a pesaro0914@comune.pesaro.pu.it.



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