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domenica 15 settembre 2019
pubblicata da 9 anni, il 31 gennaio 2011 (lunedì) alle 20:49

Protocollo antimafia, in Prefettura accordo con Provincia e 40 Comuni

Categoria: Sicurezza

Il protocollo prevede l’estensione delle informazioni prefettizie (consistenti in una analisi approfondita dell’assetto proprietario e societario delle imprese) a tutte le imprese partecipanti ad appalti pubblici, qualora in tali appalti siano coinvolte attività imprenditoriali tipicamente soggette a rischio mafioso.

PESARO - E’ stato firmato in Prefettura il protocollo di legalità contro le infiltrazioni di organizzazioni mafiose negli appalti pubblici. Il documento è stato sottoscritto dal prefetto Attilio Visconti, dal presidente della Provincia Matteo Ricci, dal sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, dal sindaco di Urbino Franco Corbucci e dai sindaci di 40 Comuni della Provincia.

Il protocollo, stipulato in base a direttive impartite dal Ministro dell’Interno prevede l’estensione delle informazioni prefettizie (consistenti in una analisi approfondita, svolta dalle forze di polizia e dall’ufficio antimafia della Prefettura, dell’assetto proprietario e societario delle imprese) a tutte le imprese partecipanti ad appalti pubblici, indipendentemente dal valore dell’importo, qualora in tali appalti siano coinvolte attività imprenditoriali tipicamente soggette a rischio mafioso (quali trasporti di materiali a discarica, trasporto e smaltimento rifiuti, fornitura e trasporto di terra e inerti, calcestruzzo, bitume, noli di macchinari, forniture di ferro, eccetera). In sostanza, rispetto alla situazione precedente, saranno oggetto di approfondita analisi anche quelle imprese che, partecipando ad appalti di importo 'sotto soglia', cioè di importo non particolarmente elevato, potevano sfuggire a controlli più accurati.

Il documento contiene specifiche clausole da inserire nel bando di gara e nel contratto, volte a rafforzare la prevenzione contro partecipazioni a gare d’appalto di ditte che non diano assolute garanzie di legalità, tra cui l’obbligo dell’appaltatore di comunicare alla stazione appaltante l’elenco di tutte le imprese coinvolte nel piano di affidamento, con riguardo alle forniture di servizi, nonchè eventuali variazioni delle stesso elenco; la previsione a carico della stazione appaltante di comunicare al prefetto l’elenco di tutte le imprese coinvolte nell’appalto di opere ai fini delle necessarie verifiche antimafia; la previsione di una clausola risolutiva espressa – da attuare in caso di informazioni positive - al fine di procedere alla revoca del contratto o sub-contratto.

"Questo protocollo - ha precisato il prefetto Visconti - testimonia l’assidua e costante attenzione del ministero dell’Interno, della Prefettura e degli enti locali per la prevenzione di ogni tentativo di infiltrazione di interessi della criminalità organizzata nel territorio provinciale, il cui notevole dinamismo commerciale ed economico, nonostante un tessuto sociale e produttivo sano, costituisce un fattore di rischio".

Per tenere sempre alta la guardia, il prefetto ha ribadito l’importanza di contare sulla vigile collaborazione e apporto della Provincia, dei sindaci, insieme al contributo della società civile, attraverso i suoi organismi associativi, nel segnalare prontamente interferenze, pressioni o forme di intimidazione nelle attività amministrative ed economiche. "Sono e saranno oggetto di accurata analisi - ha concluso - tutte le anomalie che saranno riscontrate riguardo ad inserimenti di soggetti od aziende che presentino caratteri tali da far scattare segnali di allarme che saranno subito approfonditi".

L'intento della prefettura è quindi quello di porre la basi per una ulteriore ottimizzazione dell’impiego delle forze di polizia e dell’ufficio antimafia della Prefettura stessa sul fronte della prevenzione e del contrasto, indirizzandone l’azione comune verso soggetti ed ambienti che potrebbero costituire o divenire possibili punti di riferimento sul territorio di interessi di gruppi criminali.

Fonte: Il Resto del Carlino-Pesaro versione online del 31/01/2011.

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