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giovedì 28 maggio 2020
pubblicata da 10 anni, il 15 febbraio 2010 (lunedì) alle 13:37

Nel centro storico il progetto urbanistico del secolo

Categoria: Urbanistica

Ceriscioli: "La presenza dei servizi nel centro è il motore per rilanciare fruibilità e vitalità cittadina. L’ex-Bramante e il San Benedetto, nel Prg, sono individuati come “contenitori” che hanno flessibilità di destinazione".

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Luca Ceriscioli e Matteo Ricci

PESARO – Secondo gli addetti ai lavori, «è il più grande progetto urbanistico e di riqualificazione del centro cittadino degli ultimi decenni». L’operazione è stata ufficialmente lanciata dal presidente Matteo Ricci. Che ha chiamato a raccolta assessori e consiglieri comunali e provinciali, associazioni di categoria, ordini professionali e soggetti interessati. E si è presentato in sala Pierangeli affiancato dall’assessore regionale Almerino Mezzolani e dal sindaco Luca Ceriscioli.

«Abbiamo ragionato insieme su rispettive necessità e obiettivi comuni. E abbiamo messo a punto il disegno». La volontà, esplicitata con l’incontro pubblico, è quella di trasferire le sedi Asur dislocate nella città (mutua di via XI febbraio, ambulatori di via Nitti e largo Volontari del sangue, uffici di via Sabbatini) nelle sedi attuali della Provincia in via Gramsci (struttura principale e ufficio tecnico). In cambio, con una permuta, la Provincia andrà ad acquisire l’ex ospedale psichiatrico San Benedetto, attualmente di proprietà regionale. Per cederlo quindi ai privati – destinazione residenziale e commerciale, eccetto l’ex lavanderia di proprietà comunale – e finanziare così la ristrutturazione dell’ex-Bramante in largo Aldo Moro. Che accoglierà, quindi, in un’unica struttura, tutte le sedi dell’amministrazione provinciale (sede centrale, ex genio civile, ufficio tecnico, uffici servizi sociali e centro salute di via Diaz, uffici del turismo di via Rossini, archivio provinciale del Campus).

«Ci stavamo pensando da ottobre – ha spiegato Ricci -. D’altro canto abbiamo da tempo la necessità di una struttura più funzionale. Ma non voglio indebitare le casse dell’amministrazione». C’era l’opzione periferia, a prezzi accessibili rispetto al centro città. «Ma così avremmo impoverito il centro storico, svuotandolo dei servizi. Allora abbiamo fatto la nostra proposta alla Regione, insieme al Comune. Si tratta di spostare tutto il residenziale e commerciale sul San Benedetto e tutti gli uffici sull’ex-Bramante. Rispetto alle attuali indicazioni del Prg, che assegnano metà residenziale-commerciale e metà uffici su entrambi gli immobili».

Progetto a costo zero, perchè le prime stime sugli edifici evidenziano una minima differenza di valore tra le strutture (solo 200mila euro in più per il San Benedetto). «E’ una grande operazione fatta da soggetti pubblici su palazzi pubblici – ha concluso Ricci-. Che consentirà di riqualificare l’area di largo Moro e dell’ex ospedale psichiatrico per un nuova dimensione urbana. E in più, l’edificio di via Gramsci viene restituito alla sua funzione originaria, quella sanitaria».

La cifra stimata per il totale dei lavori, tra via Gramsci, San Benedetto ed ex-Bramante, ammonta a 70-80 milioni di euro. Ha aggiunto Mezzolani: «C’è l’accordo della Regione sulla proposta. Che ci sembra ottima, anche perché ci consentirebbe di risparmiare 300 mila euro all’anno di affitto per le sedi attuali. Risorse che potremmo riutilizzare per il potenziamento dei poli ambulatori nella struttura di via Gramsci. Magari inserendoci anche la nuova sede amministrativa di Ospedali Riuniti».

Anche il Comune “benedice” l’operazione: «La presenza dei servizi nel centro è il motore per rilanciare fruibilità e vitalità cittadina – ha detto Ceriscioli -. L’ex-Bramante e il San Benedetto, nel Prg, sono individuati come “contenitori” che hanno flessibilità di destinazione. E questo ha permesso di gestire il percorso con facilità: lo strumento è il piano di recupero, un mezzo già utilizzato con successo in altre occasioni. Così si realizza davvero il sogno pesarese degli anni Settanta: rimettere in moto il centro. Ma allora i progetti prevedevano interventi invasivi. Ora, invece, c’è il pieno rispetto della città e della sua storia…».

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Pesaro-Urbino

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