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giovedì 28 maggio 2020
pubblicata da 9 anni, il 9 dicembre 2010 (giovedì) alle 09:50

Mosaici della Cattedrale, il sindaco rispolvera il progetto

Ceriscioli: "Da Ravenna fino ad Otranto è l’unico tappeto musivo di grande qualità del centro Italia. Non credo che di fronte ad un progetto di questa importanza ci sia un problema di fondi. Perché si muoverebbero il Comune, la Provincia, la Regione, lo stesso ministero ed anche l’Unione Europea. Quindi la Fondazione e i privati".

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Un plastico dei mosaici della Cattedrale

PESARO - Il sindaco Luca Ceriscioli ha rispolverato a cavallo tra novembre e dicembre un problema antico, ma mai dimenticato: i mosaici del Duomo, il grande gioiello che tanti ormai non vedono nemmeno più attraverso gli oblò di cristallo creati nel pavimento della Cattedrale. Botole trasparenti a cui nessuno ormai fa più caso anche perché la visione parziale ne uccide la spettacolarità e la bellezza.

«Ne ho parlato con degli esperti anche recentemente — spiega il sindaco — da Ravenna fino ad Otranto è l’unico tappeto musivo di grandissima qualità del centro Italia. Per questa ragione, nei giorni scorsi, ho chiamato il soprintendente ai Beni artistici per affrontare questo problema: capire a che punto siamo e comprendere anche a che punto stanno gli atti. Perché si era rimasti su una divisione: era giusto staccare il primo tappeto musivo per portare alla luce il secondo?».

E il soprintendente cosa ha detto? «Che farà rimettere mano a tutte le carte e andrà a rivedere anche i vari pareri che vennero dati sul problema. Non credo che di fronte ad un progetto del genere e di questa importanza ci sia un problema di fondi. Perché si muoverebbero il Comune, la Provincia, la Regione, lo stesso ministero ed anche l’Unione Europea. Quindi la Fondazione e i privati. Infatti ci sono industriali in questa città che sono molto ricchi. Faccio un esempio: abbiamo pronto un progettino per risistemare tutte le vecchie panchine di inizio Novecento della zona mare, nelle vicinanze della Palla di Pomodoro. Lì per lì questo industriale ci ha detto di no. Poi ci ha ripensato ed ha dato la sua disponibilità fermo restando la condizioni che quelle panchine, una volta restaurate, rimanessero lì per un altro secolo. Insomma Pesaro ha risorse».

Avete parlato del progetto con l'arcivescovo Piero Coccia, visto che i mosaici sono in Cattedrale? «Certamente. Abbiamo affrontato il problema con lui e da parte sua è arrivato il benestare. Fra l’altro l’attuale pavimento permette anche di eseguire le opere. Staccare cioè il primo tappeto per portare alla luce il secondo che, stando ai sondaggi, è di grande estensione. Quindi non siamo di fronte ad uno stacco fine a se stesso, ma si tratta di portare via il primo tappeto per portare alla luce il secondo, quello più antico. Fra l’altro effettuando questa operazione si renderebbe più facilmente usufruibile il tappeto musivo più antico perché il livello si abbasserebbe di oltre mezzo metro».

Abbozzando un cronoprogramma, rispolverato il progetto ora che si fa? «Semplice, aspettiamo che il sovrintendente metta in fila tutte le carte e tutti i progetti. Dopodiché si procederà. L’ultimo problema, ripeto, sono i soldi: per un progetto così importante per la città si trovano. E poi non è detto che la ricomposizione dei mosaici debba avvenire immediatamente, ma si potrebbe procedere per gradi in tutta l’area che va sotto il cinema Astra».

Foto: plastico dei mosaici della Cattedrale conservato nel Museo diocesano a palazzo Lazzarini. Riproduce fedelmente la situazione dei due tappeti musivi, quello del IV secolo e quello del VI secolo, realizzato dopo la ricostruzione della Cattedrale in seguito alla guerra Goto-Bizantina.

Fonte: estratto da un'intervista di Maurizio Gennari pubblicata su "Il Resto del Carlino - Pesaro" dell'8/12/2010.

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