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giovedì 13 agosto 2020
pubblicata da 8 anni, il 11 dicembre 2012 (martedì) alle 12:15

Saltano gli accorpamenti, ma per le Province è un massacro

Categoria: Provincia, Regione

Matteo Ricci: «Ora è caos istituzionale». Adesso il concetto è evidente dopo lo stop ufficiale alla conversione del decreto legge sul riordino delle Province, arrivato dalla commissione Affari costituzionali del Senato.

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PESARO - «Questa accelerazione porta solo notizie negative per una provincia come la nostra, che si era salvata dall’accorpamento. Stando così le cose, per un anno si è discusso del nulla. Siamo tornati esattamente  a 12 mesi fa, dopo l’approvazione del decreto Salva Italia. E’ chiaro: il mancato riordino evita tutti gli accorpamenti. Ma massacra, nei fatti, l’ente Provincia. Il risultato? E’ rimasta la parte peggiore della riforma».

Matteo Ricci sulla situazione attuale. Poche le certezze nel momento presente. Primo: «Con il Salva Italia, le Province sono enti di secondo livello, con organi non più eleggibili dai cittadini». Secondo: «Dal primo gennaio 2013 tutte le funzioni passano alle Regioni. Per cui, saltano quelle competenze che la riforma confermava alle amministrazioni provinciali (scuole, ambiente, strade, trasporti e pianificazione territoriale). Resta solo il coordinamento». Terzo: «Con la conversione del decreto legge, la questione sarebbe stata chiusa, almeno dal punto di vista dell’assetto istituzionale. Ora, invece, non abbiamo neanche più forza contrattuale per trattare sulle risorse e i trasferimenti azzerati. Anche perché il governo cambierà e non ci sarà più l’interlocutore. Ma tutti i tagli sul 2013 rimarranno. E per noi sono circa 10 milioni di euro».

Il rischio? «E’ il dissesto di tutte le Province. Per cui, lo scenario che si profila all’orizzonte è davvero preoccupante».

Intervento sulla legge di stabilità? «Per il momento è caos istituzionale. Ora l’Upi sta spingendo per recuperare almeno il discorso delle funzioni, inserendolo nella partita della legge di stabilità». Che resta l’ultimo atto del governo Monti. Un tentativo in extremis, in uno scenario paradossale: «L’unica notizia positiva è che le giunte non decadranno e continueranno a lavorare con il presidente. Ma su cosa, se ci tolgono le funzioni? Se non cambieranno le cose, in campagna elettorale il tema predominante sarà quello dell’abolizione totale. Senza avere riformato l’organizzazione territoriale dello Stato. Per cui nella prossima legislatura servirà una riforma organica complessiva».

Ma intanto, il presidente ribadisce: «Per una provincia come la nostra, che era dentro i criteri del riordino, ora la situazione è addirittura peggiorata».

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Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Pesaro-Urbino

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