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domenica 15 settembre 2019
pubblicata da 7 anni, il 28 giugno 2012 (giovedì) alle 18:10

Osservatorio del mercato del lavoro, rapporto annuale 2012

Categoria: Regione

Sale la disoccupazione in regione all'8,9%. Come nel resto d'Italia i giovani sono i più colpiti.

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ANCONA - “Partire da un dato purtroppo negativo – 14 mila posti di lavoro persi in un anno – per costruire opportunità e adottare  percorsi e strumenti efficaci e idonei a contenere questa “emorragia” che colpisce maggiormente le fasce più deboli, giovani e donne,ma che non risparmia nessuno e in maggior parte nel lavoro dipendente.”

Così l’assessore regionale al lavoro, Marco Luchetti nell’introduzione ai lavori della giornata di presentazione del Rapporto annuale 2012 dell’Osservatorio regionale sul Mercato del lavoro tenutasi oggi a Palazzo Li Madou. 

"E’ questo l’impegno della Regione - ha proseguito – che ha come priorità la difesa del lavoro. In considerazione della nuova riforma del mercato del lavoro che presenta luci e ombre contiamo di avviare presto una trattativa come Regioni in un tavolo con il Governo,  per ripensare ad una  ristrutturazione delle politiche attive e passive, ma anche in termini di orientamento e formazione, due settori che vanno maggiormente sviluppati. I dati preoccupanti che attestano la disoccupazione nelle Marche su valori mai raggiunti (8,9%) e soprattutto nelle aree meridionali della regione, ci spingono ad attivare reti di collaborazione con la Ricerca e con Istituzioni per trovare soluzioni che ci riportino a livelli accettabili di disoccupazione. Contiamo anche sull’ottima rete dei nostri Centri per l’lmpiego che offrono un servizio omogeneamente qualificato".

Ma Luchetti ha ricordato anche le iniziative regionali positive che hanno caratterizzato un anno orribile: dal Prestito d’Onore che ha consentito  di aprire 509 attività autonome agli incentivi alle assunzioni a  tempo indeterminato con altri 500 posti creati.  "Faremo leva sull’apprendistato che la Riforma statale rende giustamente appetibile come strumento efficace per l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro".

Fabio Montanini, dirigente regionale del Lavoro e Crisi occupazionali, ha rilevato che con la 12esima edizione il rapporto annuale dell’Osservatorio, insieme ai Quaderni e alle indagini condotte, rappresenta ormai un punto di riferimento imprescindibile per tutti gli operatori del settore ed è il frutto di elaborazioni approfondite che consentono di avere indicazioni fondamentali di conoscenza, come base per costruire politiche attive del lavoro e accompagnare i settori maggiormente in difficoltà.

La grave crisi economico-finanziaria che sta caratterizzando il periodo  ha avuto  effetti rilevanti anche sull’economia marchigiana, soprattutto nel settore del manifatturiero e della piccola impresa e di conseguenza sulle dinamiche del mercato del lavoro regionale.  Occupazione – Nel 2011 l’occupazione nelle Marche registra una flessione dello 0,9% e si attesta a poco meno di 651mila unità; il tasso di occupazione 15-64 anni scende al 62,8%.

Prosegue il calo dell’occupazione nell’industria manifatturiera e nelle costruzioni, mentre cresce il terziario. Nel 2011 il numero di persone in cerca di occupazione supera le 47mila unità. Questo incremento riguarda principalmente la componente femminile.

Disoccupazione - ll tasso di disoccupazione sale al 6,7%, un punto percentuale in più del 2010, ma rimane al di sotto della media nazionale e a quella delle regioni del Centro. A livello provinciale le dinamiche occupazionali sono prevalentemente caratterizzate da variazioni di segno negativo, mentre si registra una crescita nella sola provincia di Ancona.

Componenti - I giovani sono la componente che più preoccupa continuando a far registrare un pesante deterioramento del mercato del lavoro: il numero di occupati con età compresa tra i 15 e i 24 anni diminuisce di oltre 5mila unità e, di conseguenza, il tasso di occupazione giovanile scende al 21,1%. Al contempo, il fenomeno della disoccupazione tende ad acuirsi: i giovani in cerca di lavoro salgono a quasi diecimila, con un conseguente rialzo del tasso di disoccupazione al 23,5%, circa 8 punti percentuali in più rispetto al 2010, comunque sempre sotto la media nazionale.

La domanda di lavoro - Nel 2011 la domanda di lavoro complessiva evidenzia un incremento del 2,8%, ma la domanda di lavoro dipendente è, invece, in calo. Per le Marche le variazioni tendenziali della domanda di lavoro dipendente sono più sfavorevoli rispetto alla media del Centro Nord. L’incremento della domanda di lavoro è dovuto interamente ai contratti di lavoro intermittente, al parasubordinato e al lavoro domestico. Il saldo per settori di attività economica registra un generalizzato contesto sfavorevole, fa eccezione il settore moda.

La mobilità - In riferimento alla mobilità, nell’ultimo triennio le Marche registrano una dinamica migliore sia rispetto alla media delle regioni del Centro Nord che al Veneto e all’Emilia Romagna.  I lavoratori collocati in mobilità nel 2011 nella nostra regione sono oltre 11mila, ottocento in meno del 2010. Un terzo dei lavoratori collocati in mobilità nel manifatturiero proviene dalle meccaniche, il doppio del tessile abbigliamento, del calzaturiero e del legno mobile.

Cassa integrazione - Le ore di cassa integrazione totali concesse nelle Marche sono oltre 15 milioni, in diminuzione rispetto al 2010 del 18,7%. La Cig straordinaria rappresenta oltre due terzi del ricorso totale nell’industria. Ancona è la provincia con il numero maggiore di ore concesse, seguita da Pesaro Urbino. La cassa integrazione in deroga è in forte calo rispetto al 2010: i lavoratori per cui viene richiesta sono circa 16mila.

Il difficile contesto occupazionale del 2011 prosegue anche nei primi tre mesi del 2012. Sulla base della rilevazione Istat il periodo gennaio-marzo registra una flessione tendenziale dell’occupazione pari all’1,9% (12mila occupati in meno) e una crescita del numero di persone in cerca di occupazione (+35,8%), in linea con quanto avviene a livello nazionale e nelle circoscrizioni centro-settentrionali. Tali dinamiche negative si devono essenzialmente alla componente dipendente dell’industria e al settore delle costruzioni. Il tasso di disoccupazione complessivo sale all’8,9%, quello femminile raggiunge l’11%.

Perde vigore la domanda di lavoro: nel primo trimestre dell’anno le assunzioni sono state oltre 64mila di cui poco meno di 46mila con contratti di lavoro dipendente.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Marco Canonico che ha illustrato i dati dell’Osservatorio, oltre a Gianluca Goffi, Corrado Pacassoni, Simone  Silvestrini che hanno analizzato i dati Istat e relazionato sulla congiuntura economica. Quindi Eros Moretti del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio che ha svolto una relazione su mercato del lavoro e aspetto demografico.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

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