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domenica 15 settembre 2019
pubblicata da 7 anni, il 28 giugno 2012 (giovedì) alle 18:20

Una tavola rotonda sullo sviluppo della pubblica amministrazione digitale

Categoria: Iniziative, Provincia

Giovedì 28 giugno in sala Pierangeli a Pesaro si è svolto un convegno sui temi dell'Agenda digitale e dell'innovazione nei processi partecipativi della pubblica amministrazione

www.provincia.pu.it

PESARO – Chiamiamola Provincia 2.0, perché Matteo Ricci si appresta a rivoluzionare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Passando per il web, le nuove tecnologie e i social network. Ma anche riducendo la burocrazia, sviluppando ‘app’ intelligenti in grado di modificare la gestione e la fruizione di pratiche, richieste, servizi. «Si tratta, in sostanza, di intercettare la realtà che cambia con un cambio di passo verso la creazione di una ‘smart community’, una città diffusa dal punto di vista della mobilità, della sicurezza, dell’educazione, del risparmio eneregetico. E nel settore, Pesaro e Urbino vuole diventare avanguardia nazionale».

L’idea di fondo, su cui il presidente sta lavorando da tempo e che rientra nel Piano strategico provinciale, si regge su un semplice concetto: l’open government e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, nell’interfaccia tra cittadini ed enti, si raggiungono attraverso la diffusione e l’utilizzo di contenuti digitali esclusivi. Per lo sviluppo dei quali Ricci vuole mettere insieme la ‘Silicon Valley’ locale, le eccellenze di settore del territorio che partono dall’università di Urbino. E potranno in futuro - attraverso un vero e proprio trust di cervelli - allargarsi ad altre start-up di giovani. Perché il progetto è in evoluzione e comincerà a prendere corpo nella mattinata di giovedì 28 giugno, a partire dalle ore 9, con l’incontro pubblico «P.A. Digitale e Smart community», nella sala Pierangeli di via Gramsci.

Il programma e gli interventi

All’iniziativa, organizzata da Provincia e università di Urbino (dipartimento di Scienze della comunicazione), interverranno il rettore dell’università di Urbino Stefano Pivato, Giovanni Boccia Artieri (docente di Sociologia dei new media dell’università di Urbino), Giuseppe Granieri (direttore editoriale 40k, esperto di cultura digitale), il giornalista Sergio Maistrello, Stefano Epifani (direttore dell’associazione italiana per l’Open Government), Giovanni Arata (ricercatore e progettista freelance), Alessandro Lòvari (tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale), Stefania Geminiani (responsabile Sviluppo organizzativo, comunicazione, Urp della Provincia di Pesaro e Urbino), Lella Mazzoli (direttore del dipartimento di Scienze della comunicazione, università di Urbino), Gea Ducci (docente di comunicazione pubblica, università di Urbino), Augusto Leggio (già amministratore delegato di Poste italiane), il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci e il ceo di Yoyo Comunicazione Martino Bellincampi. Conclusioni di Matteo Ricci.

Informazioni e programma sul portale della Provincia

Relazione del convegno

Vuole costruire la Provincia 2.0, retta sulla smart community, in grado di rivoluzionare il rapporto tra cittadini e istituzioni. E allora Matteo Ricci, mentre mette il primo mattone del processo, radunando in Provincia la Silicon Valley locale, non può non esplicitare in tempo reale, con un post su facebook, il suo pensiero: «Voglio una pubblica amministrazione più aperta, più veloce, che costi meno. Una sfida che grazie alla tecnologia si può vincere. Anche perché, in futuro, si dovrà fare meglio con meno». E' un passaggio dall'analogico al digitale. Qualcuno, sulla Rete, già interagisce e ritwitta, quando il presidente chiarisce in sala il cuore del problema: «I siti sono già preistoria. Fra pochi anni penso che potremo fare tutto con gli smartphone. La relazione tra enti locali e cittadini sta diventando sempre più delocalizzata. Va ridotta la burocrazia, bisogna snellire. Non ci sarà più bisogno, per molti servizi, di andare fisicamente negli uffici. E’ un mutamento epocale e noi vogliamo intercettare il cambiamento, altrimenti il rischio è che la gente si allontani dal livello istituzionale». Aggiunge Ricci: «Sicuramente saranno ripensati, in futuro, i servizi nei Centri per l’impiego. Non sostituendo la comunicazione calda, fisica. Ma integrandola con quella digitale. Anche sul turismo, si utilizzeranno i social network per incrementare l’appeal e il richiamo, per fare marketing. Nasceranno figure specifiche, manager dei social media e noi stiamo già sostenendo questi processi, a tutti gli effetti». Esempi: «Con i fondi europei, abbiamo attivato corsi e indagini per supportare le piccole e medie imprese e favorire professionalità nuove nel settore».

Tra il pubblico, ci sono i casi concreti. Start-up locali, piccole aziende cresciute in poco tempo, progetti ad hoc. Come Obiettivo Business, Sigma Consulting e MobilitAmi, piattaforme nate nel pesarese che sono già realtà, dove tutto passa dallo smart e dal digitale. Dalla cartografia alle mappature, per finire col trasporto sostenibile.

Per Giovanni Boccia Artieri, docente dell'università di Urbino, «le pubbliche amministrazioni dovranno diventare hub, capaci di veicolare, attraverso la Rete, soggetti diversi, per una comunicazione non più imposta ma originata dal basso». Ossia, dal livello dei cittadini. «Torniamo a riflettere sulle relazioni, sui nuovi rapporti tra micro e macrolink, tra istituzioni e cittadini - sottolinea Lella Mazzoli, direttore del dipartimento di Scienze della Comunicazione dell' università di Urbino -. E investiamo sulla formazione». Intervengono anche Giuseppe Granieri (direttore editoriale 40k, esperto di cultura digitale), il giornalista Sergio Maistrello, Stefano Epifani (direttore dell’associazione italiana per l’Open Government), Giovanni Arata (ricercatore e progettista freelance), Alessandro Lòvari (tecnico della comunicazione pubblica e istituzionale), Stefania Geminiani (responsabile Sviluppo organizzativo, comunicazione, Urp della Provincia di Pesaro e Urbino), Gea Ducci (docente di comunicazione pubblica, università di Urbino), Augusto Leggio (già amministratore delegato di Poste italiane), il direttore generale della Provincia Marco Domenicucci e il ceo di Yoyo Comunicazione Martino Bellincampi.

Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Pesaro-Urbino

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