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giovedì 1 ottobre 2020
pubblicata da 10 anni, il 20 febbraio 2011 (domenica) alle 14:33

Rof, festival tricolore per l'anniversario dell'Unità

Categoria: Varie, Altri Enti

A presentare l’iniziativa in Prefettura, il sovrintendente del Rof, Gianfranco Mariotti, il presidente della Fondazione Rossini, Oriano Giovanelli, il sindaco Luca Ceriscioli ed il Prefetto, Attilio Visconti. E’ stato proprio il prefetto a ringraziare la città e il Rof per l’attenzione e la sensibilità dimostrata in questa occasione.

rof-logo

PESARO - La città di Pesaro celebrerà il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia a suo modo: a suon di musica. La 32esima edizione del Rossini Opera Festival, infatti sarà dedicata alla importante ricorrenza e sancirà in qualche modo il momento più alto delle celebrazioni dedicate all’Unità d’Italia.

Ma non è tutto. Nell’ambito del festival dedicato al grande pesarese (il 12 agosto), si terrà una conferenza magistrale tenuta dal musicologo Bruno Cagli dal titolo “Rossini, Pio IX e il Belli”. Un tema scelto non a caso che testimonia l’intreccio con personaggi che hanno caratterizzato l’epoca relativa alle vicende risorgimentali.

Gianfranco Mariotti per parte sua ha detto che dedicare il festival all’anniversario dell’Unità d’Italia «non è stato un vezzo ma il compimento naturale di una linea». Iniziata trent’anni fa quando il nascente festival scrisse all’allora Governo «identificando la restituzione rossiniana come missione e dovere nazionale». «Missione - come ha ricordato Mariotti - che ha ricevuto un primo riconoscimento del 1993 con l’istituzione di una legge speciale che certificava l’opera di restituzione di quel patrimonio». Poi nel 1996, l’autorizzazione ad esporre la bandiera italiana nei teatri. Per un festival che ha una presenza di pubblico straniero che sfiora quasi il 70% del totale, quel simbolo di appartenenza non è proprio un dettaglio. «E poi Rossini con la sua musica, così come Verdi, ha caratterizzato non solo il Risorgimento ma l’identità musicale di una nazione».

A presentare la conferenza magistrale del 12 agosto sulla Cantata dedicata da Rossini a Pio IX, il presidente della Fondazione Rossini, Oriano Giovanelli che ha meglio definito Rossini ed il suo contributo alla causa risorgimentale. In verità il maestro all’epoca del suo soggiorno bolognese cercò di evitare l’invito dei patrioti a schierarsi apertamente per la causa. Lo fece, ma più tardi ed in maniera molto discreta. Come appunto in occasione del suo ritiro dal Teatro musicale quando compose una Cantata da eseguire in Campidoglio in onore di Pio IX marchigiano e coetaneo. Ma Rossini non si limitò a questo. Ancora nel 1948 accettò l’invito di Padre Ugo Bassi a scrivere un Inno nazionale e nella sua lettera di risposta Gioachino finisce per professarsi “vero e caldo italiano”. L’inno fu poi eseguito a Firenze e i proventi andarono a beneficio della famiglie dei caduti di Curtatone e Montanara. Insomma anche Rossini, a suo modo, contribuì all’Unità d’Italia.

Fonte: articolo di Claudio Salvi pubblicato su "Il Messaggero-Pesaro" del 20/02/2011.

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