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mercoledì 1 aprile 2020
pubblicata da 10 anni, il 18 febbraio 2010 (giovedì) alle 18:04

Centro Antiviolenza, 63 richieste nel 2009

Categoria: Sicurezza

Leggendo tutto il report si ha modo di comprendere meglio il “sottobosco violento” che si annida in diverse famiglie: un universo nascosto e sconosciuto ai più, a cui Provincia e Comune hanno scelto di dare importanza e considerazione.

centroantiviolenza

PESARO – Nell’ultimo anno il Centro Antiviolenza “Parla con noi” si è fatto conoscere nel territorio provinciale per essere stato il punto di riferimento di molte situazioni tristi verificatesi soprattutto all’interno dei nuclei familiari. Non è un caso, quindi, che sia pure in tempo di ristrettezza economiche l’amministrazione provinciale e lo stesso Comune di Pesaro, tramite l’assessorato alla Sicurezza di Riccardo Pascucci, abbiano investito risorse per proseguire con sempre maggior vigore l’attività del Centro. Snoccioliamo in serie i dati tratti dal report annuale, aggiornato al 31 dicembre 2009, curato dalle dottoresse Sabrina Paola Banzato e Benedetta Baldelli.

Innanzitutto il numero degli utenti: 63 in un anno di cui 26 pesaresi e 7 fanesi, mentre le altre utenze sono sparse su tutto il territorio provinciale (a cui se ne aggiungono 5 fuori provincia). Riguardo le fasce d’età, la massima concentrazione si registra nell’arco 24-33 anni (14 interventi) e 34-43 (15). Tra i 63 richiedenti aiuto, 46 erano italiani e 17 stranieri. Nel report viene spiegato che sebbene la maggior parte degli utenti sia italiana, ciò non significa che l’utenza straniera non rilevi tali problematiche. E’ molto probabile, invece, che essa non utilizzi facilmente il servizio per questioni culturali.

Rispetto alle tipologie di richieste di aiuto ricevute (probabilmente il dato più interessante e significativo), i casi di violenza psicologica sono stati 50, seguiti dai casi di violenza fisica (36) e assistita (18). Bisogna considerare che la violenza psicologica nel caso della violenza fisica è sempre presente, inoltre il dato inerente la violenza assistita rileva esclusivamente le situazioni in cui la donna dichiaratamente segnala fatti di violenza alla presenza del minore.

Riguardo l’iter legale intrapreso per molte delle persone che si sono rivolte al Centro Antiviolenza, nel report vene sottolineata la difficoltà nel riconoscimento sociale della violenza: delle situazioni accolte, di 26 non si conosce l’iter legale, 13 donne hanno scelto di non intraprendere nessun percorso, in 11 casi si è avviata la separazione civile. In totale 18 denunce, di cui un paio per stalking.

Leggendo tutto il report si ha modo di comprendere meglio il “sottobosco violento” che si annida in diverse famiglie (e non solo) del nostro territorio: un universo nascosto e sconosciuto ai più, a cui le amministrazioni dei due enti locali maggiori hanno volute dare importanza e considerazione.

Per info ulteriori visita la pagina web dedicata.

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