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venerdì 23 ottobre 2020
pubblicata da 10 anni, il 27 gennaio 2011 (giovedì) alle 12:44

Piano anti-smog e Zona Blu, il quadro della situazione

Parasecoli: "La situazione sarà monitorata per due mesi. Verificheremo gli effetti. Saranno i dati a rivelarci se i provvedimenti risulteranno effettivamente utili per la diminuzione dell'inquinamento atmosferico".

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Il cartello affisso all'ingresso della Zona Blu

PESARO - «Rivolgo una domanda ai pesaresi: vorrei sapere se si sentono cittadini europei. Se è così, devono essere consapevoli di rispettare anche le norme europee. E sull’inquinamento, noi siamo chiamati proprio a questo, ad obbedire alle regole dell’Unione europea, dove questa fase anti-smog è già attiva da tempo. L’ordinanza del sindaco non fa altro che mettere in pratica il decreto della Regione che, a sua volta, ha recepito la direttiva europea».

Assessore Giancarlo Parasecoli, ma una parte della città accusa l’amministrazione di voler essere la prima della classe nell’applicazione dei divieti. Altre città sono ancora ferme... «Non vogliamo essere i primi della classe, ma applicare la norma secondo i tempi e i modi dovuti. L’assessore regionale Sandro Donati il 5 gennaio scorso aveva affermato che avrebbe tollerato solo qualche giorno di ritardo. Il 19 la Regione ha scritto a tutti i Comuni che non avevano ancora applicato il decreto, avvertendoli che sarebbe intervenuto il presidente Spacca. E ha sottolineato anche le conseguenze: in caso di inadempienza dei Comuni, sarebbe obbligata ad intervenire la Regione con un proprio decreto. E per i sindaci scatterebbero provvedimenti di natura penale perchè si tratterebbe di un’omissione di atti in materia di tutela della salute. Nello stesso tempo, già dal prossimo giugno, l’Europa potrebbe intervenire con sanzioni».

L’inquinamento da polveri sottili è un problema che va al di là dei confini comunali, tale da ipotizzare interventi e investimenti almeno nazionali, eppure sono i Comuni ad essere chiamati ad adottare misure urgenti, impopolari e a subire le contestazioni. Si ritrova ad essere l’anello debole della catena ma, a sua volta, fa ricadere le conseguenze su quella popolazione che non può permettersi di cambiare auto. Scarica così su un altro anello debole... «Ci siamo battuti per equilibrare maggiormente i provvedimenti: basti ricordare qual era la bozza di partenza del decreto regionale. Abbiamo chiesto anche misure economiche e interventi strutturali: potenziamento del trasporto pubblico, parcheggi scambiatori, incentivi e agevolazioni. Insomma abbiamo sollecitato finanziamenti a sostegno degli atti. La Regione ha risposto che non aveva risorse. Forse il governo avrebbe dovuto fare qualcosa di più. In questo senso, sì: il Comune è l’anello debole delle istituzioni».

I primi incontri in Regione sul problema risalgono a settembre-ottobre: vertici, discussioni, con spese per confronti e correzioni. Ma il decreto riguarda alla fine solo febbraio e marzo. «La nostra ordinanza non ha scadenza. I divieti potrebbero continuare. Verificheremo ad aprile i risultati. Se saranno positivi manterremo i divieti, altrimenti ci adatteremo. Potremmo anche pensare di ritirare le misure, in attesa di altre direttive della Regione, che comunque, dal canto suo, ha assicurato un monitoraggio».

L’ordinanza del sindaco finora si limita a divieti per traffico e riscaldamento, ma la Regione prevede anche misure su impianti industriali e commerciali: «Per ora queste misure sono in stand by. Vogliamo capire meglio come la Regione vorrà muoversi. In realtà, secondo quanto previsto dal decreto, gli stabilimenti industriali dovranno ridurre del 10 per cento, rispetto ai limiti autorizzati, le emissioni di polveri. E nel settore commerciale, le pizzerie ad esempio, dovranno dotarsi di filtri. Tutto questo entro nove mesi da quando verrà firmata l’ordinanza del sindaco. Prima di farlo, però, aspettiamo altre direttive».

Facciamo chiarezza anche sulle multe: «Continuiamo a fare comunicazione e prevenzione, ma l’ordinanza sindacale non può essere disattesa. Mi spiego meglio: i vigili disposti ai margini della Zona blu, quella dei divieti, segnaleranno chi può e chi non può entrare, ma se un’auto, che ha non ha i requisiti richiesti, verrà trovata nel perimetro vietato, sarà multata. Se finora non sono state elevate contravvenzioni, significa che i pesaresi hanno capito e si stanno comportando bene». 

Dal Bollino blu alla Zona Blu: qual è stato l'iter? «Per l'individuazione della Zona blu è stata scelta la stessa area contrassegnata dal bollino blu. E’ la zona in cui già dal 2007 non si poteva circolare con le auto euro zero. Quindi una certa coerenza l’abbiamo mantenuta. La novità vera è di aver inserito nei divieti anche le auto Euro 1 e 2 diesel. E gli autocarri. Orari e giorni sono gli stessi del provvedimento del 2007. Abbiamo anzi mantenuto i divieti per le auto a benzina, divieti non previsti dalla Regione. La situazione sarà monitorata per due mesi. Verificheremo gli effetti. Saranno i dati a rivelarci se i provvedimenti risulteranno effettivamente utili».

Informazioni dettagliate su www.pesaroambiente.it

[Fonte: estratto parzialmente da un'intervista di Franco Elisei pubblicata su "Il Messaggero-Pesaro" del 23/01/2011]

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