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mercoledì 3 giugno 2020
pubblicata da 9 anni, il 8 marzo 2011 (martedì) alle 12:30

Bilancio di previsione, le scelte nell'ottica del bene "Comune"

Categoria: Bilancio

Nonostante il taglio statale sui trasferimenti, l'ente per il 2011 ha scelto di non aumentare imposte e tariffe comunali, riorganizzando tra gli altri la casa di riposo "Santa Colomba". Si incasserà meno Ici e si punterà sul recupero dell'evasione fiscale. La fetta maggiore dei finanziamenti per gli investimenti arriverà dalla vendita patrimoniale.

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Palazzo del Comune, piazza del Popolo (foto Patrizio Mecchi)

PESARO - Tariffe e imposte invariate, ma maggiori entrate, di oltre 500 mila euro, sulle multe e sull’evasione fiscale. E una vendita del patrimonio che sfiora i 6 milioni di euro. Sono questi alcuni dei numeri principali del Bilancio comunale di previsione 2011.

Va sottolineato, e il documento previsionale lo riporta con precisione, il taglio statale sui trasferimenti, che supera i 3 milioni di euro ai quali vanno aggiunte altre sforbiciate regionali. Una riduzione diretta sulla spesa corrente, per far fronte alla quale l’amministrazione è stata costretta ad attuare l’esternalizzazione di uno dei due plessi di Santa colomba, oltre a buona parte dei servizi.

Si è scelto di non aumentare le imposte e le tariffe comunali, oltre all’adeguamento Istat dell’1,6%. Una voce, quella di tariffe e tasse, che comunque, rispetto al 2010, porterà nell’anno corrente maggiori entrate: 1 milione e 50 mila euro dalla Tosap (937 mila euro la chiusura dell’esercizio 2010), 7 milioni e 350 mila euro dall’addizionale Irpef (più 150), 1 milione e 420 mila euro dall’Imposta di Pubblicità (aumento di 120 mila euro).

Sul fronte tariffario, per i proventi dei servizi socio-residenziale c’è una diminuzione di entrate di 928 mila euro: effetto della riorganizzazione di Santa Colomba, che comporterà attraverso la concessione in esterno, anche una robusta riduzione di spesa, per rientrare anche nei limiti del patto di stabilità.

Si incasserà anche meno Ici (ormai orfana da qualche anno dell’unità immobiliare principale), da 14 milioni e 365 mila euro a 14 milioni e 150 mila euro. Un’imposta, questa, che con l’introduzione del federalismo municipale, recentemente approvato al Senato, verrà rivista, così come l’addizionale Irpef: lo sblocco voluto dal Governo (possibilità di arrivare fino al 4 per mille) non comporterà, nel nostro caso, modifiche, perchè l’aliquota pesarese è già al 6 per mille.

Passando al recupero dell’evasione fiscale, è previsto un incremento di 125 mila euro rispetto al 2010, toccando quota 700 mila euro. Meno proventi, circa 270 mila euro dall’Aspes Spa. Per quanto concerne gli introiti derivanti dalle contravvenzioni, l’anno scorso sono stati incassati 2 milioni e 776 mila euro, mentre per il 2011 è previsto un rialzo di 524 mila euro, arrivando a 3 milioni e 300 mila euro. Va detto che la cifra non si discosta troppo dal previsionale 2010, e che Pesaro nelle classifiche del Sole24ore non è certo ai primi posti tra i comuni che gonfiano le casse con le multe. Delle Noci ha sottolineato che «nel capitolo multe c’è una riduzione di 200 mila euro rispetto al Bilancio preventivo 2010: la cifra nel documento di quest'anno, invece, è maggiorata di circa mezzo milione di euro rispetto all’incasso effettivo del 2010, ma vanno conteggiate parecchie sanzioni a ruolo».

Per quanto riguarda gli investimenti, la cifra per Nuove Opere e Manutenzione si aggira sui 18 milioni di euro: più risorse per le strade pesaresi, ma la scelta di non realizzare nuove opere, puntando invece sulla riqualificazione dell’esistente, come Campo Scuola e viale della Repubblica. La fetta maggiore dei finanziamenti per gli investimenti arriverà dalla vendita patrimoniale: 31,55% del totale, con 5 milioni e 840 mila euro di incassi (860 mila euro in più rispetto al 2010) previsti a bilancio.

La relazione dell'assessore Delle Noci. «Per il Patto di stabilità, abbiamo dovuto ridurre l’accensione di mutui». Proprio sul contenimento dell’indebitamento si è concentrato Delle Noci: «Al momento abbiamo un solo mutuo acceso con Banca Delle Marche e gli altri sono prestiti con la cassa depositi. Sarebbe auspicabile, nei prossimi mesi, riuscire ad estinguere i mutui variabili e a ridurre la spesa corrente, per non sforare il patto di stabilità». Se ciò accadesse, le conseguenze sarebbero pesanti anche per le tasche degli amministratori: «Le penali previste sono il divieto di assunzione del personale (già, comunque, attivo a Pesaro, ndr), il divieto di ricorrere all’indebitamento per investimenti e la riduzione del 30% di indennità e gettoni per gli amministratori».

[nello spazio sottostante è possibile scaricare la presentazione del Bilancio di previsione in formato pdf]

Fonte: articoli di Thomas Delbianco pubblicati su "Il Messaggero-Pesaro" del 7 e 8 marzo 2011.

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