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mercoledì 1 aprile 2020
pubblicata da 9 anni, il 11 giugno 2011 (sabato) alle 09:00

Al Miralfiore la Conferenza regionale sull'immigrazione

Marconi: "Un’utile occasione per avviare una riflessione sui processi culturali e sociali che caratterizzano il fenomeno migratorio".

festadeipopoli2011

La locandina della Festa dei Popoli 2011

PESARO - Cittadinanza e seconde generazioni come investimento per il futuro e piena scolarità come strumenti di solidarietà e diritto. Sono questi i temi che saranno dibattuti alla IV Conferenza regionale sull’immigrazione “Mille volti, un cittadino”, che si svolgerà al Parco Miralfiore di Pesaro, domenica 12 giugno con inizio alle ore 16.30.

Organizzata dalla Regione Marche, in collaborazione con la Consulta regionale dell’Immigrazione, nell’ambito della Festa dei Popoli di Pesaro, la manifestazione rientra tra le iniziative regionali 2011 a supporto delle Politiche sociali e offre l’opportunità  di accrescere l’interesse verso le questioni relative al fenomeno dell’immigrazione, di promuovere quelle azioni concrete volte alla rimozione degli ostacoli per una effettiva integrazione, costituendo inoltre un mezzo di sensibilizzazione per una società che nella solidarietà e nella capacità di garantire migliori standard di vita deve trovare la sua principale vocazione.

“Credo – dichiara l’assessore regionale Luca Marconi - che la Conferenza possa rappresentare un’utile occasione per avviare una riflessione sui processi culturali e sociali che caratterizzano il fenomeno migratorio oltre che sulle notevoli implicazioni sociali e culturali. Molto infatti è legato alla capacità di gestire un fenomeno che negli anni è anche mutato, teso sempre più a diventare di tipo familiare e quindi con la necessità di non essere più letto solo in termini economici e di inserimento lavorativo ma, al contrario, come un fenomeno complesso caratterizzato da aspettative legate ad esempio alla volontà di stabilizzazione e radicamento nel territorio in cui si vive”.

Alcuni dati di contesto. L’appuntamento di quest’anno cade in un momento di particolare delicatezza a causa delle conseguenze della crisi economica e del flusso di rifugiati provenienti dalle rivolte del Nord Africa, che vengono ospitati anche nelle Marche. Nel territorio regionale, in rapporto alla popolazione, sono presenti circa l’8,3% di migranti; il 12% tra gli alunni; rappresentano inoltre circa l’1% di nuove cittadinanze; il 9,7% di valore aggiunto derivante dall’attività degli occupati (il terzo in Italia); il 7,3% delle imprese individuali.

“Il modello Marche – continua Marconi - ha funzionato fino a pochi anni fa ma ora vanno affrontate le conseguenze delle crisi economiche e di convivenza. Si è perciò scelta la formula agile e facilmente fruibile che incoraggi la discussione ed il raffronto fra esperienze inserite all’interno di una festa già consolidata, dove le relazioni dei membri della Consulta convivano a distanza di poche decine di metri con i giochi per bambini, la Biblioteca Vivente ed i Sapori del Mondo”.

La Consulta si è adoperata perché dalle associazioni degli immigrati e dalle istituzioni del territorio nascessero le premesse di una riflessione complessiva sul fenomeno immigrazione, non solo in relazione alle diverse e molteplici problematiche che lo stesso rappresenta ma anche in fase propositiva, come stimolo verso una migliore stagione dei diritti e dei doveri dell’immigrato, quale nuovo cittadino italiano.

“Si deve ormai pensare – sostiene Marconi - a una società integrata che trovi nella condivisione di alcuni principi e doveri e nel rispetto dei reciproci diritti, le basi di una comunità più solidale. In questo senso va letto il progetto che l’assessorato intende promuovere riguardo a una Scuola di cittadinanza, con l’auspicio di coinvolgere sempre più immigrati nella vita pubblica, sviluppando una cultura fondata sulla Carta Costituzionale, fonte primaria del diritto, in cui si associa il principio della libertà del cittadino con quello del dovere dello stesso di impegnarsi per la promozione e lo sviluppo della comunità in cui vive”.

I lavori cominceranno alle 16.30 dopo i saluti del presidente della Regione, Gian Mario Spacca, del sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, e del presidente della Provincia di Pesaro-Urbino Matteo Ricci. Coordineranno il vicesindaco di Pesaro Giuseppina Catalano e la presidente della Consulta Liz Chumbipuma. Previsto il racconto di esperienze provenienti dai territori, a testimoniare lo stato dell’integrazione costruito dall’associazionismo migrante e dal terzo settore, che si articola nel campo dell’informazione e dei servizi. Le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale all’Immigrazione Marconi.

“Il tempo che stiamo vivendo - spiega il vicesindaco Giuseppina Catalano - sancisce l’immigrazione come una realtà che va affrontata facendo della sinergia tra istituzioni, società civile e associazioni, il progetto ineludibile e il metodo efficace di lavoro. Se l’accoglienza resta ancora uno strumento indispensabile per governare le punte di emergenza, nel quotidiano di ogni collettività va messo al primo posto l’impegno per costruire una vera e piena cittadinanza agli immigrati e ai loro figli e garantire un futuro sereno per tutti. La Conferenza regionale sull’immigrazione si propone di affrontare questi temi, lasciando lo spazio soprattutto alle associazioni degli immigrati, le quali, citando  un passaggio di un loro documento, esprimono così il loro pensiero e il loro sentire: ...noi vogliamo veramente contribuire al cammino di questo paese e non potete negare che in  questo siamo molto esperti. I nostri passi arrivano da lontano e il fatto che siamo arrivati fin qui dimostra il nostro desiderio di ricerca, il nostro desiderio di nuove possibilità, il nostro desiderio di un mondo diverso. L’inizio del nostro viaggio lo abbiamo intrapreso da soli, ora vorremmo continuarlo con voi”.

Al termine, verrà celebrato un nuovo rito, quello del giuramento degli immigrati che prenderanno ufficialmente la cittadinanza italiana. “Un  gesto – sottolinea Marconi - che costituisce una promessa per tutti i residenti nelle Marche”.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

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