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mercoledì 1 aprile 2020
pubblicata da 9 anni, il 3 giugno 2011 (venerdì) alle 13:02

Profughi nordafricani, i punti chiave per l'integrazione nel territorio

Categoria: Servizi sociali

L'assessore ai Servizi sociali Gerardo Coraducci ha illustrato il piano di integrazione pensato dal Comune per i progughi tunisini e libici ospiti all'ostello di Fosso Sejore.

fossosejore

La spiaggia nella zona di Fosso Sejore

PESARO - A seguito delle disposizioni del Governo i profughi ospiti dell’ostello di Fosso Sejore sono arrivati a Pesaro in due gruppi, il primo a fine aprile ed il secondo a metà maggio. In questo periodo stanno frequentando, con la disponibilità della Provincia, un corso di lingua italiana. Queste persone infatti non conoscono la nostra lingua e  sanno solo poche parole di francese. Pertanto, come primo provvedimento, si è resa indispensabile la frequenza di un corso di base d’italiano. Nel frattempo si stanno sistemando le procedure sanitarie per il rilascio della tessera sanitaria. I profughi sono inoltre impegnati a rispettare il regolamento della comunità di accoglienza, sia per gli  orari, sia per il  riassetto degli spazi dell’ostello oltre alla loro autonomia all’interno della struttura.

In questa fase il mediatore culturale dei Servizi sociali del Comune sta compilando, con colloqui individuali, delle schede personali  con i dati di tutti gli ospiti. Il coordinamento del progetto complessivo di accoglienza è a carico del Governo in accordo con la Regione Marche per quanto riguarda il nostro territorio.

Le eventuali opportunità  di lavoro vengono individuate in base alle apposite graduatorie predisposte secondo le vigenti leggi. Ad ogni modo, con il tipo di permesso di soggiorno di cui sono dotati, i profughi di Fosso Sejore non possono, per legge, sottoscrivere alcun rapporto di lavoro. Tuttavia nei giorni scorsi, sentita anche la Prefettura, ci siamo attivati per dare la possibilità ai profughi di effettuare alcuni tirocini formativi non retribuiti al fine di tenere utilmente impegnati gli ospiti sia per l’acquisizione di conoscenze che potrebbero risultare utili per il loro futuro.

Dopo specifici incontri effettuati abbiamo ottenuto la disponibilità di alcune cooperative sociali (tra le quali T41 e Italcappa,) e dell’associazione di volontariato Auser ad accogliere nell’ambito delle disposizioni che disciplinano la materia (assicurazione, infortunistica e altre).  Si potrà procedere con questo tipo di esperienza non appena i profughi avranno appreso meglio la nostra lingua.

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Pesaro

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