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Consiglio comunale
giovedì 4 giugno 2020
pubblicata da 9 anni, il 15 dicembre 2010 (mercoledì) alle 10:39

Un dormitorio per far fronte all'emergenza freddo

Catalano e Coraducci: «E’ un’opera eticamente significativa che ha sicuramente permesso di salvare delle vite. Uno sforzo significativo che ha coinvolto tanti soggetti, anche privati. Un ulteriore segno della coesione della città».

PESARO – Appena in tempo per scongiurare il peggio. Nella notte più gelida dell’anno, con il mercurio dei termometri precipitato sotto zero, il Comune è riuscito a dare casa a 12 senzatetto costretti a vivere in baracche improvvisate lungo le sponde del Foglia.

Dopo aver ricevuto tante risposte negative nel resto della città, i clochard sono stati strappati al gelo e al rigore delle notti invernali per essere accolti nel dormitorio ricavato in tutta fretta dai vecchi appartamenti dell’Ail, nel cuore di Trebbiantico. Grazie ai volontari della Papa Giovanni XXIII, sono stati raccolti con un bus a Pesaro e trasportati lunedì sera fino alla struttura, dove li attendeva un pasto caldo, un letto non più solo di foglie, e la disponibilità all’ascolto dei volontari. Un nuovo traguardo di civile solidarietà raggiunto con grande lavoro da parte di tutti i soggetti coinvolti, che nel giro di un mese hanno bruciato le difficoltà e i tempi burocratici richiesti dall’organizzazione e dalla normativa.

«In realtà si tratta solo di questi mesi invernali — chiarisce il vicesindaco Giuseppina Catalano, che ieri mattina insieme al collega dei Servizi Sociali Gerardo Coraducci e agli operatori della Caritas ha portato i viveri nella struttura —. Per l’ex villaggio Ail è già previsto e finanziato il recupero a edilizia sovvenzionata, ma funzionerà come dormitorio sino ad aprile del 2011. Queste persone saranno seguite da due operatori più altri volontari a turno, che daranno loro un pasto, cureranno l’igiene offrendo docce e abiti usati e li faranno sentire meno soli. Il costo della gestione è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio che svolge ancora un ruolo determinante nella realizzazione di un servizio alle persone».

«Sono circa 12 persone stanziali a Pesaro — precisa Matteo Donati, direttore del Centro d’Ascolto della Caritas — sono tutti già noti sia a noi che ai servizi sociali. Otto di loro sono italiani, quattro stranieri, e per loro l’inverno avrebbe potuto essere fatale». Per gestire il dormitorio, il Comune ha deciso di utilizzare l’organizzazione e la competenza dell’associazione Papa Giovanni XXIII, che ha già realizzato e continua a gestire strutture di accoglienza per i senzatetto. A questi soggetti si sono aggiunti il Centro di ascolto diocesano e i servizi sociali del Comune, che hanno gestito il delicato aspetto dell’individuazione degli ospiti e dell’informazione sull’opportunità loro offerta.

«E’ un’opera eticamente significativa — commenta l’assessore Gerardo Coraducci — che ha sicuramente permesso di salvare delle vite. Uno sforzo significativo che ha coinvolto tanti soggetti, anche privati, come Scavolini, che ha donato la cucina, il Cif che ha donato mobilio e vettovaglie, e la cooperativa dei Talenti che ha fornito i mezzi per il trasporto del materiale. Un ulteriore segno della coesione della città». «Il gradimento delle persone accolte è stato evidente — prosegue la Catalano — anche considerando che alcune di loro, la scorsa notte, avevano vissuto di nuovo l’esperienza di essere allontanate da luoghi non adatti come l’ospedale. Resta comunque un progetto pilota, mirato a realizzare una struttura che risponda in modo permanente al bisogno dei senza tetto durante l’inverno».

Fonte: articolo di Francesca Pedini pubblicato su "Il Resto del Carlino - Pesaro" del 15/12/2010.

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