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giovedì 9 luglio 2020
pubblicata da 9 anni, il 13 aprile 2011 (mercoledì) alle 11:14

"San Domenico", le linee guida del progetto di restyling

Categoria: Consiglio comunale

Pieri: "Tutte le linee progettuali indicate dal Comune sono ricomprese nel progetto: spazi per l’università, salvaguardia del mercato, implementazione delle attività economiche, nuovi spazi per cultura e spettacolo». Presto il passaggio in Consiglio comunale.

PESARO - Un'illustrazione del progetto definitivo del recupero del San Domenico (l'ex convento dei Domenicani, ora in parte sede delle Poste, compreso tra piazza del Popolo, via Branca e via Bruno) ha impegnato la seduta di Giunta del 12 aprile. Accompagnato dal presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Gianfranco Sabbatini, l’architetto Guido Canali ha presentato le proposte progettuali per il restauro e riuso dell’ex-convento, compresa la parte del mercato delle erbe.

Le linee guida per il "San Domenico". Un progetto complessivo dell’intero fabbricato che il professor Canali, affiancato dall’ingegnere Alberto Marchetti, ha introdotto così: «L’idea alla base del progetto di restauro e riuso del San Domenico è quella di recuperare un’immagine che restituisca l’atmosfera, gli spazi, le proporzioni perdute dal complesso edilizio a seguito delle numerose vicissitudini storiche. Il che non significa ritornare al “com’era e dov’era” — aggiunge l’architetto Canali —, ma, piuttosto, reinventare gli spazi e suggerire ad essi nuovi significati, recuperando la memoria, ma, al tempo stesso, attualizzando le potenzialità latenti che la città suggerisce in rapporto ai suoi bisogni».

I ruoli di Comune e Fondazione. Se la Fondazione Cassa di Risparmio si farà carico del recupero dell’edificio che dà su via Bruno (circa il 70% del complesso immobiliare), il Comune dovrà poi occuparsi del chiostro e dell’entrata su via Branca. Ma il progetto illustrato in giunta si pone come rivisitazione totale di uno spazio centrale e molto importante della città. «Mantenendo e se possibile allargando — ha ribadito l’architetto Canali — le funzioni operative attualmente esistenti». Se le cinque bancarelle fisse verranno ospitate nel nuovo «Mercato coperto», i coltivatori diretti che due-tre volte alla settimana vendono i loro prodotti si posizioneranno sotto il porticato che realizzerà la suddivisione dell’attuale piazza delle erbe in due chiostri, per tornare alla struttura originaria.

Gli spazi commerciali verranno ridistribuiti: «E’ previsto anche un ristorante — sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Pieri — e l’articolazione degli spazi aperti per manifestazioni culturali e di spettacolo». La parte più consistente dell’edificio, su via Bruno, diventerà sede del corso di Lingue orientali dell’Università di Urbino e del «Progetto Confucio», in cui la Regione Marche farebbe confluire le attività di scambio culturale con la Cina. «La soddisfazione espressa dalla Giunta — aggiunge Pieri — è legata anche al fatto che tutte le linee progettuali indicate dall’Amministrazione sono ricomprese nel progetto: spazi per l’università, salvaguardia del mercato, implementazione delle attività economiche, nuovi spazi per la cultura e lo spettacolo». Il progetto ora sarà presentato in Consiglio comunale.

Fonte: estratto da un articolo di Luigi Luminati pubblicato su "Il Resto del Carlino - Pesaro" del 13/04/2011.

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