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giovedì 4 giugno 2020
pubblicata da 10 anni, il 25 giugno 2010 (venerdì) alle 12:36

Pesaro 2015: la necessità del "coordinamento strategico"

Pieri: "Lo sviluppo della città deve tenere collegati tra loro diversi concetti: non solo quello delle infrastrutture ma anche quello del sistema di protezione sociale e della cultura. C’è bisogno di coordinamento strategico".

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Luca Pieri con Morselli (Nuove Opere) e Goffi (Urbanistica)

PESARO - L’impegno che mi propongo di attuare in termini di pianificazione strategica ha due importanti riferimenti tra loro strettamente intrecciati: innanzitutto l’esperienza del Piano strategico "Pesaro 2015 - Città della Qualità" che rappresenta un importante investimento con cui si sono individuati  i progetti di sviluppo futuro attraverso l’ascolto e la partecipazione di tutte le componenti economiche, culturali e sociali  della realtà locale.

L’altro elemento è rappresentato dal dibattito in corso sulle tematiche della pianificazione d’area vasta. Una prospettiva che il Piano strategico ha già individuato e su cui si sta lavorando con programmi integrati di distretto che si propongono di ripensare il sistema di beni, valori, servizi  e attività

Credo quindi che rilanciare sul tema della pianificazione di area vasta sia ormai un’esigenza imprescindibile per condividere proposte che consentano alle comunità locali di convivere consapevolmente e in modo sostenibile col mutamento e con le trasformazioni che interesseranno l’intero distretto pesarese.

C’è bisogno di una pianificazione di area vasta costruita con il coinvolgimento di tutti gli interlocutori di livello locale e sovra locale che, adottando una prospettiva di medio e lungo periodo, condividono strategie e selezionino le priorità di sviluppo. E’ questa una modalità di azione che il nostro territorio ha già sperimentato negli anni ’60 con il piano intercomunale. E’ importante che il Ptc dia indicazioni in questa direzione.

Le tematiche su cui  la realtà pesarese è chiamata a decidere, che si tratti di ospedale o di infrastrutture e servizi, di scelte residenziali o di politiche di sviluppo turistiche, sono questioni complesse che non interessano o hanno effetti solo sulla città o sui parti di territorio. La complessità delle decisioni da prendere e la valutazione degli effetti economici, sociali e di sostenibilità che producono sull’intera realtà,  richiedono innanzitutto uno sforzo di cooperazione tra le istituzioni ed una capacità di dialogo e relazione con i soggetti coinvolti.

La prospettiva di politiche integrate e condivise corrisponde inoltre agli orientamenti della programmazione dell’Unione Europea.  Il principio della coerenza strategico - programmatica sta assumendo una valenza cruciale, l’integrazione finanziaria delle risorse non potrà prescindere da una visione strategicamente coerente delle politiche di sviluppo.

Lo sviluppo della città di Pesaro deve tenere collegati tra loro diversi concetti: non solo quello delle infrastrutture che è un tema molto importante ma anche quello del  sistema di protezione sociale e della cultura. Bisogna tenere integrati i progetti e le istituzioni. C’è bisogno di coordinamento strategico.

Numerosi sono i progetti su cui siamo chiamati a decidere: alcuni riguardano nodi infrastrutturali quali ad esempio il collegamento Pesaro-Fano: l’Adriatica segna il passo e va individuato un tracciato alternativo. Dobbiamo capire se può andare bene il corridoio già lasciato per lo spostamento dell’A-14 o se ne serve un altro.

Anche le scelte relative all’ospedale unico non possono che chiamare in causa il tema della variante alla Statale 16. Va aperta una riflessione allargata su un tracciato alternativo sia per la ferrovia che per la statale: il tema della accessibilità e della fruibilità dei servizi pone Pesaro al centro delle relazioni con diversi punti del territorio pesarese.


C’è anche il problema del rapporto tra la cosiddetta Città futura e Pesaro e delle relazioni e le ricadute delle scelte attuate  in termini di servizi, di strutture residenziali, di localizzazione delle aree industriali. Decisioni che riguardano certe aree possono avere effetti negativi su altre. Ci vuole una pianificazione più ampia, di vallata. D’altra parte negli anni ’60 erano stati previdenti con il piano intercomunale.


C’è bisogno di coordinamento strategico che ci aiuti a decidere su quale sviluppo vogliamo puntare: che ci aiuti a scegliere ad esempio quale sia il turismo più adatto alla nostra realtà: è giusto puntare sulla diportistica? Quanti porti turistici possiamo reggere sia dal punto di vista della sostenibilità che dal punto di vista economico? Sono compatibili Fano, Pesaro e Vallugola, tutti insieme?

Anche il tema della valorizzazione del centro storico fa parte di una programmazione di ampio respiro e che tocca sia aspetti economici e sociali che di natura culturale. Una programmazione che coinvolge in modo determinante il Comune di Pesaro, la Provincia di Pesaro e Urbino e la Regione Marche. Importanti risultati si otterranno dagli interventi di ristrutturazione e di recupero che riguarderanno il San Benedetto, l’ex-riformatorio (che conterrà anche degli incubatori di impresa per i giovani), il palazzo Bonali via Passeri, ex-Moderno, ex-Cigno bianco fino al San Domenico.

Luca Pieri

assessore all'Urbanistica e alla Pianificazione strategica

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