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giovedì 4 giugno 2020
pubblicata da 10 anni, il 23 luglio 2010 (venerdì) alle 11:43

Ospedale unico Pesaro-Fano: si parte

L’ospedale nuovo si farà. Costerà 130 milioni di euro e avrà 450 posti letto. Tempi di realizzazione: 4 anni.

mezzolani

Almerino Mezzolani, assessore regionale alla Sanità

PESARO - L’ospedale nuovo per la provincia si farà. Costerà 130 milioni di euro (la cifra non comprende i costi per l’acquisto del terreno e della tecnologia) e avrà 450 posti letto. Il treno dell’ospedale unico è partito e prima del capolinea è prevista una sola tappa intermedia: l’azienda Ospedali Riuniti Pesaro-Fano, che dovrebbe essere operativa a partire dal primo gennaio prossimo. Se tutto filerà liscio e se la Finanziaria sbloccherà le risorse economiche necessarie, i lavori potrebbero iniziare e finire in quattro anni. In sostanza, visto che il 1° gennaio del 2011 nascerà ufficialmente la nuova azienda Marche Nord, forse nel 2015 gli abitanti della provincia potrebbero avere già una nuova struttura ospedaliera. Di tutto questo se ne è parlato mercoledì 21 luglio all’ospedale di Fano con l’assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani, il direttore del servizio Salute della Regione Marche Carmine Ruta, il direttore Generale Ospedali Riuniti Marche Nord Aldo Ricci e il direttore Generale della Zona Territoriale 3 Pierluigi Gigliucci.

Scelta del luogo e caratteristiche tecniche. “Dove verrà costruito — ha detto Mezzolani — non è fondamentale, dobbiamo ragionare al contrario e cioè capire quale ospedale ci serve. E poi bisognerà tenere in considerazione anche la dotazione delle infrastrutture perché il suo posizionamento dipende da tanti fattori. Mi preme però sottolineare che l’equilibrio tra Fano e Pesaro è stato sempre garantito e sempre lo sarà”. I criteri ministeriali, “molto stringenti”, assottigliano le possibilità di scelta e comunque spingono verso le zone meglio servite da infrastrutture. Il direttore del Servizio Salute della Regione Carmine Ruta ha aggiunto: “San Salvatore e Santa Croce per motivi diversi sono immobili datati (oltre un secolo per l’ospedale pesarese, 85 anni per quello di Fano, ndr) e realizzati secondo le esigenze di allora. I tempi sono cambiati, la medicina è cambiata e deve cambiare anche l’offerta”. Ricci, oltre a ribadire che il contenitore è importante quanto il contenuto, ha focalizzato l’attenzione anche sul periodo breve. “Anche se verrà realizzata una nuova struttura dobbiamo comunque continuare a lavorare sui tre ospedali (Pesaro, Fano ed Urbino, ndr) razionalizzando una serie di servizi come i trasporti e i magazzini. La nostra volontà è quella di migliorare l’offerta sanitaria e non è un caso se nel nuovo atto aziendale ci sarà un punto dedicato proprio all’umanizzazione del servizio”. Aldo Ricci ha anche precisato che “aspettando la svolta, sugli ospedali esistenti sono investiti circa 34 milioni di euro per adeguare le strutture e migliorare la qualità del servizio offerto, insieme all’accessibilità, le prestazioni ad alta complessità e l’accoglienza del paziente, al centro del percorso clinico”.

Cinque anni di transizione. I cinque anni per l’ospedale unico sono un tempo realistico, ma per il momento solo “tecnico”, specifica Mezzolani. La tempestività del progetto dipende soprattutto “dal livello amministrativo” e quindi dalla politica. La spinta verso la struttura unica sembra comunque decisa, tanto che l’assessore regionale taglia corto anche su un’incognita non secondaria: quanti soldi arriveranno dalla Finanziaria? “Dobbiamo accelerare questo processo - sostiene - per mantenere, se non migliorare, il livello qualitativo e la sostenibilità economica, altrimenti si va verso il declino”. “L’Azienda regionale - aggiunge Ruta - ha impostato una politica di alienazioni, si tratta di cifre importanti”. Riassumendo: dove non arriveranno i trasferimenti dallo Stato, si compenserà con la vendita di immobili. Si prevede un nuovo ospedale da 450-500 posti letto, per un costo stimato di 250.000 euro ciascuno.

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