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domenica 7 giugno 2020
pubblicata da 8 anni, il 1 febbraio 2012 (mercoledì) alle 12:00

Trasporto pubblico locale, il quadro regionale dopo il decreto Monti

Categoria: Regione

Il punto dell’assessore ai Trasporti Luigi Viventi sui tagli nel settore del trasporto pubblico locale e le ricadute sul territorio marchigiano.

www.regione.marche.it

ANCONA - E' necessario fare chiarezza sulle cifre che il decreto legge del governo Monti introduce in materia di trasporto pubblico locale e soprattutto sulla situazione in cui si troveranno le Marche una volta che i procedimenti stabiliti produrranno i loro effetti sul bilancio della Regione.

In primo luogo, a livello nazionale, a fronte dello stanziamento statale per l’anno 2011 che ammontava a 1.900.000.000 milioni di euro, in base al decreto legge depositato alla Camera sono disponibili per il 2012 somme per 1.200.000.000 milioni di euro, a fronte di un impegno assunto dal presidente Monti con il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani di stanziare 1.600.000.000 milioni.

Tradotto in fondi di disponibilità per il bilancio regionale, ciò significa che questi passano dai 42 milioni e mezzo dell’anno in corso a 28 milioni e non più a 36 come da impegni presi dal governo con Errani. Purtroppo il decreto Monti contiene una novità del tutto inattesa, soprattutto perché introdotta da un governo che fa della meritocrazia uno dei suoi punti qualificanti. Fino ad oggi, infatti, i 425 milioni previsti nell’ambito delle disponibilità complessive per il 2011 erano destinati ad essere ripartiti secondo criteri di premialità e ciò favoriva le Marche producendo un surplus di 6 milioni, che rappresentavano una delle riserve da noi prudentemente accantonate per far fronte alle prevedibili difficoltà dell’esercizio 2012. Il decreto Monti, invece, stabilisce che il riparto di questa somma avverrà in forma lineare, senza premialità, per cui alle Marche spetta solo 1 milione e mezzo. La Giunta regionale, inoltre, per l’anno 2012 ha scelto di tutelare in modo particolare la sanità e l’occupazione e ciò ha comportato una riduzione dei fondi per tutti gli altri settori.

In base dunque alle risorse disponibili al momento, se non ci saranno integrazioni di riconversione del decreto legge, la Regione dovrà valutare non solo la soppressione delle 28 linee ferroviarie indicate, ma purtroppo anche altri servizi del ferro e della gomma, come abbiamo già comunicato agli enti, alle aziende e alle parti sociali. Altre regioni hanno già in parte tagliato i servizi nel 2011. La Regione Marche ha inteso preservare la situazione il più a lungo possibile, ma per l’anno 2012 saranno inevitabili alcune riduzioni.

Resta inoltre da affrontare il nodo dei servizi a lunga percorrenza, che sono di competenza dello Stato, per i quali le Marche, come noto, lamentano una penalizzazione eccessiva. Su questo problema mi sto adoperando, insieme con il presidente e con tutta la Giunta, per cercare di ripristinare alcune delle soppressioni più gravi per i nostri utenti.

Per la gestione dell’intera vicenda, che interessa tutta la comunità  marchigiana, la Regione fa appello al complesso delle istituzioni ed in particolare ai parlamentari eletti nei collegi della regione, affinché svolgano una azione di sensibilizzazione nei confronti del Ministero dei Trasporti e di Trenitalia, considerata la strategicità e l’importanza sociale del Tpl, che deve essere garantito in maniera equa in tutte le regioni. [12/12/2011]

Aggiornamento del 21/12/2011. Tpl, alle Regioni 1,6 miliardi.

Per il trasporto pubblico locale (Tpl) le Regioni avranno a disposizione 1,6 miliardi di euro. Lo annuncia l’assessore ai Trasporti Luigi Viventi, che ha partecipato all’incontro con il Governo, nel corso del quale si è raggiunto l’accordo di integrare con 400 milioni la cifra di 1,2 miliardi di euro inizialmente prevista nel decreto Monti per il Tpl. “Questo significa - spiega Viventi - che le Marche avranno a disposizione circa 38 milioni, rispetto ai circa 43 certificati come spesa del 2011. Ciò ci consentirà di non stravolgere la contabilità regionale con interventi straordinari e comunque provvisori. Entro il mese di gennaio sarà possibile, a questo punto, recuperare quasi tutte le corse soppresse nel settore ferroviario. A questo punto – conclude Viventi – le Regioni possono dare il loro assenso alla manovra finanziaria per la parte concernente sanità e trasporto, che è di loro competenza”.

Aggiornamento del 22/12/2011. "La Regione riveda i tagli al trasporto su gomma".

Renato Claudio Minardi, assessore provinciale ai Trasporti, è preoccupato per i tagli che rischiano seriamente di pregiudicare il trasporto pubblico provinciale su gomma. «La Regione – sottolinea - ha sicuramente compiuto un grande sforzo finanziario per alleviare i tagli sul trasporto pubblico su ferro decisi dal precedente Governo. E anche sul patto di stabilità ha fatto un lavoro notevole. Questo va sicuramente riconosciuto». Sul tavolo, però rimane ancora una questione. Un nodo da sciogliere certamente rilevante: «Sono ancora in piedi i tagli del 5 per cento che riguardano gli autobus. Che a livello provinciale significano, per noi, 560mila chilometri in meno tra urbano ed extraurbano. Equivalgono ad avere 830mila euro in meno all’anno». Solo sul versante extraurbano, la perdita è di 411mila chilometri: «Significano meno posti di lavoro, e per questo c’è grande preoccupazione tra Provincia, azienda e sindacati. Il rischio è che si compromettano servizi essenziali, che io definisco sociali, in particolare in questo momento di crisi economica, dove sempre più persone utilizzano gli autobus. Con ripercussioni evidenti anche sull’ambiente». Ma l’assessore non demorde, anche perché «ci sono tutte le condizioni per invertire la rotta e cancellare i tagli. Chiediamo ad Ancona uno sforzo ulteriore, dopo i 400 milioni di euro messi a disposizione ieri dal Governo nel fondo nazionale. Occorre una revisione, affinchè i benefici non siano solo a vantaggio del trasporto ferroviario». Prosegue Minardi: «Siamo disponibili a confrontarci sulla razionalizzazione, anche se ci sono pochi margini perchè nel bacino di Pesaro e Urbino un’ampia riorganizzazione si è già compiuta all’indomani della gara del 2007». Per cui l’assessore lancia una proposta: «I contratti di servizio di 6 anni scadono a giugno 2013. Alla Regione chiediamo uno sforzo per arrivare a fine contratto e ripartire poi con una nuova gara a nuove condizioni, anche per evitare il rischio di un contenzioso legale».

Comune di Pesaro: modifiche al piano di trasporto pubblico urbano in seguito alla riduzione dei contributi regionali. Nuove planimetrie. [delibera di Giunta del 31/01/2012]

Fonte: Uffici Stampa Regione Marche e Provincia di Pesaro-Urbino

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