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mercoledì 1 aprile 2020
pubblicata da 8 anni, il 9 dicembre 2011 (venerdì) alle 18:05

Manovra "Salva Italia", impatto da 10 milioni in meno nelle casse comunali

Categoria: Varie

Ceriscioli: "Per la terza volta consecutiva il peso della Manovra finisce sulle spalle degli enti locali, senza considerare che ai minori trasferimenti non è seguito un alleggerimento del Patto di stabilità, che è rimasto identico e per questo ancora più gravoso avendo l'ente meno risorse".

PESARO - Il sindaco Luca Ceriscioli ha fatto il punto sui provvedimenti del decreto Monti pubblicato il 5 dicembre, denominato mediaticamente "Manovra Salva Italia". L'impatto sulle casse comunali sarà molto forte, pari ad almeno 10 milioni di euro di trasferimenti statali in meno rispetto all'anno in corso, frutto dei 2 milioni della Manovra 2011 bis, dei 3 milioni della Manovra Monti e dei 5 milioni in meno frutto del passaggio dall'Ici all'Imu, di cui vengono date spiegazioni più avanti. Servirà quindi una revisione completa dell'attività del Comune.

Nel dettaglio, il sindaco ha indicato nella metodologia della nuova imposta Imu buona parte delle responsabilità del prelievo esagerato di risorse destinate ai Comuni. Se nel 2011 dall'Ici prima casa entravano nelle casse comunali zero euro (l'imposta era infatti abrogata) e dall'Ici seconda casa entravano 14,5 milioni, nel 2012 mantenendo gli stessi parametri - con la reintroduzione dell'Ici - sarebbero dovuti entrare 3 milioni dall'Ici prima casa e 24 milioni dalla nuova Imu seconda casa aggiornata con i nuovi tassi delle rendite catastali.

Non solo: al Comune fino a quest'anno era comunque garantita un'entrata di 5,5 milioni trasferiti direttamente dallo Stato in compensazione dell'Ici prima casa (abrogata). Qui nasce il problema, nel momento in cui si fanno i conti con il sistema di tassazione deciso dal decreto Monti, che prevede un gettito di Imu nelle casse comunali - per il 2012 - di 3 milioni di Ici prima casa e 12 milioni (la metà di quanto complessivamente incassato) di Imu seconda casa. Per un totale di 15 milioni di euro, cinque in meno rispetto alle attese (5,5 + 14,5 milioni).

A questo quadro si aggiungono una serie di provvedimenti minori che vanno comunque a peggiorare la situazione del Comune: per esempio, se aumenta dello 0,6% la valutazione delle case, è anche vero che lo Stato si prende il 50% dell'introito. Oppure: è vero che le aliquote sulla seconda casa sono più alte ma è anche vero che le aliquote per le edificazioni in zone industriali sono state ridotte dello 0,2%. Senza tenere conto dell'aumento di due punti percentuali dell'Iva nel secondo semestre 2012 (per i Comuni l'Iva è un costo e non una partita di giro).

Infine il Patto di stabilità, il cui saldo viene mantenuto a più 6 milioni: valutando i 10 milioni in meno di risorse, è come se il saldo del Patto fosse a 16 milioni.

Con questo quadro, il primo cittadino ha annunciato che verrà valutata complessivamente l'eventuale necessità di intervenire sulle imposte comunali o la riduzione dei servizi, visto che già per l'anno 2011 era stata varata una generale riorganizzazione e limatura delle spese capace di far risparmiare 3 milioni di euro. Per la cronaca, lo Stato potrebbe (il condizionale è d'obbligo) prolungare i tempi massimi di approvazione del Bilancio comunale anche fino alla fine di maggio 2012.

"Per la terza volta consecutiva il peso della Manovra finisce sulle spalle degli enti locali - ha spiegato Ceriscioli - senza considerare che ai minori trasferimenti non è seguito un alleggerimento del Patto di stabilità, che è rimasto identico e per questo ancora più gravoso avendo l'ente meno risorse".

[Video a cura di Video Sindaco Pesaro]

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