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giovedì 19 settembre 2019
pubblicata da 8 anni, il 26 novembre 2011 (sabato) alle 16:24

Liberalizzazione degli orari di apertura delle attività commerciali, le Marche recepiscono la normativa nazionale

Categoria: Regione

Antonio Canzian, assessore regionale al Commercio: “Scelta obbligata, introdotta in via sperimentale per una valutazione complessiva”.

www.regione.marche.it

ANCONA - La Regione Marche recepisce la normativa nazionale che liberalizza gli orari di apertura e chiusura delle attività commerciali. A seguito della recente manovra finanziaria dello Stato, le Regioni sono obbligate ad adeguarsi alle nuove disposizioni entro il 1 gennaio 2012. La Giunta regionale ha trasmesso all’Assemblea legislativa una proposta di legge che modifica il Testo unico regionale (L.R. 27/2009), apportando i cambiamenti prescritti.

“Un adeguamento che dobbiamo necessariamente fare - commenta l’assessore al Commercio, Antonio Canzianma che introduciamo solo in via sperimentale, per dodici mesi. Insieme all’Anci Marche, alle organizzazioni regionali del commercio, ai sindacati e alle associazioni dei consumatori, eseguiremo un monitoraggio per valutare gli effetti della riforma e le ricadute economiche effettive, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, specie per quanto riguarda il riposo settimanale e la salvaguardia occupazionale. Valuteremo anche se questa sia la strada migliore per favorire il consumo delle famiglie e per avvicinarci all’Europa che sono, peraltro, le due motivazioni forti addotte per l’introduzione delle nuove disposizioni a livello nazionale. Obiettivi che vanno perseguiti senza penalizzare gli operatori del comparto”.

La proposta di legge sospende, in via sperimentale, l’articolo 55 della legge regionale 27/2009. Tutti i Comuni marchigiani, ai soli fini commerciali, vengono così considerati turistici o città d’arte. Di conseguenza, le attività commerciali e di somministrazione di cibi e bevande possono svolgere la propria attività, senza limiti di rispetto degli orari di apertura e chiusura, dell’obbligo della chiusura domenicale e festiva, nonché della mezza giornata di chiusura infrasettimanale. Tuttavia, precisa, l’assessore Canzian, “la Regione si farà promotrice di una intesa con tutte le parti sociali e l’Anci, al fine di una applicazione che rispetti le esigenze di tutti i soggetti coinvolti”.

Altre modifiche apportate riguardano la sostituzione della comunicazione di inizi attività con la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) – per adeguare la normativa regionale alla direttiva europea “Bolkestein” – e la cessazione del requisito della residenza ai fini del rilascio dell’autorizzazione commerciale.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

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