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mercoledì 1 aprile 2020
pubblicata da 8 anni, il 16 novembre 2011 (mercoledì) alle 17:30

Riqualificazione urbana sostenibile, parere favorevole del Consiglio autonomie locali

Categoria: Regione, Altri Enti

Matteo Ricci, presidente Cal: «Incentivare il “costruire nel costruito”, bene la proposta di legge della Regione per la riqualificazione urbana sostenibile». L'assessore regionale alle Infrastrutture Luigi Viventi illustra il piano.

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ANCONA – Spinge verso una nuova visione urbanistica regionale, il consiglio delle autonomie locali,  sposando in tal senso, e non a caso, anche la linea e i principi di Matteo Ricci, neopresidente dell’organismo. E così l’assemblea, riunita a Palazzo Leopardi, esprime parere favorevole – con alcuni emendamenti del relatore, il sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli - sulla proposta di legge della Giunta regionale relativa alle «norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico». [testo]

Si permette, dunque, il proseguimento dell’iter legislativo, che ha tempi stretti. Chiara la motivazione: «E’ un atto importante – spiega Ricci – perché la legge è un ponte in attesa della nuova normativa urbanistica regionale. E sviluppa concretamente principi sani, su cui le amministrazioni stanno incentrando il loro lavoro».

Obiettivi. 1. Favorire la riqualificazione urbana e il “costruire nel costruito”, evitando il consumo ulteriore del territorio. 2. Aprire opportunità rilevanti per la nuova edilizia. 3. Semplificare le procedure. 4. Tutelare l’assetto idrogeologico. 5. Incentivare il risparmio energetico. 6. Evitare di compromettere i benefici del Piano casa.

Le finalità saranno perseguite attraverso un nuovo strumento urbanistico approvato direttamente dai Comuni, il Poru (Programma operativo per la riqualificazione urbana). Che introduce, tra l’altro, criteri di perequazione e compensazione per un’equa ripartizione tra i proprietari dei diritti edificatori e degli oneri urbanizzativi. Altro aspetto, che rappresenta la novità più incisiva sul fronte pianificazione: «Con questa legge – spiega – viene introdotto il divieto di adottare nuovi Piani regolatori o varianti per i Comuni che non hanno completato, almeno per il 75 per cento, l’edificazione delle aree esistenti, in base ai Piani regolatori attualmente in vigore».

L'intervento dell'assessore alle Infrastrutture Luigi Viventi [07/11/2011]

Arriva in Consiglio regionale la proposta di legge che stabilisce le norme in materia di riqualificazione urbana sostenibile e assetto idrogeologico. La pdl, discussa e approvata dalla Giunta nel mese di giugno su proposta dell’assessore Luigi Viventi, coniuga l’obiettivo della riqualificazione dei centri urbani con quello della prevenzione e del contenimento del dissesto idrogeologico, oggi tragicamente attuale. “Rinnovare le città costruite per rilanciare il settore edilizio, contenere il consumo dei suoli, recuperare le aree degradate e darsi regole certe per la compatibilità idraulica degli strumenti di pianificazione – spiega Viventi – sono le linee guida dal testo normativo proposto, che anticipa i contenuti della riforma organica del governo del territorio, alla quale stiamo lavorando”.

Il testo, superato l’esame della IV Commissione, è iscritto all’ordine del giorno dell’assemblea legislativa di martedì 8 novembre, con alcune modifiche rispetto alla stesura iniziale. Per favorire l'avvio delle operazioni di riqualificazione, la proposta di legge prevede che il Poru (Programma operativo per la riqualificazione urbana) possa consentire importanti incrementi degli indici edificatori fissati nei Piani regolatori vigenti (+14%), elevabili nei Programmi intercomunali (recupero di zone appartenenti a più Comuni, + 5%). Per premiare maggiormente la qualità delle trasformazioni urbane, una ulteriore quota viene riconosciuta agli interventi realizzati attraverso concorsi di architettura (+ 6%). Il Poru è approvato attraverso una procedura semplificata, condotta dal Comune che lo promuove.

Un'altra novità introdotta dalla proposta di legge riguarda la perequazione urbanistica, che potrà essere applicata, oltre che nei Poru, in tutti i Piani regolatori della regione. Per conseguire, da un lato, l'equo trattamento dei proprietari interessati alle operazioni di riqualificazione urbana e per garantire, dall'altro, una disponibilità di suoli per i Comuni, da destinare a verde o attrezzature pubbliche, i diritti edificatori vengono ripartiti, pro quota, tra i titolari delle aree oggetto di trasformazione e potranno poi essere trasferiti per realizzare interventi più coerenti. Per rendere efficace la politica di riqualificazione la legge stabilisce, dunque, una serie di incentivi, ma anche alcune misure regolative, come quella che prevede che per un periodo definito (fino all’approvazione di una riforma organica del governo del territorio e comunque non oltre 24 mesi) non siano ammesse ulteriori espansioni di aree edificabili nei Comuni che non abbiano esaurito per almeno il 75% le aree esistenti con medesima destinazione urbanistica. Una eccezione riguarda l’ampliamento di attività produttive già insediate. Una parte significativa del dettato normativo inviato all'Assemblea legislativa è dedicata alla sicurezza idrogeologica.

La legge introduce la verifica di compatibilità idraulica degli strumenti di pianificazione, nell’ottica di una progressiva riduzione-diminuzione dello specifico rischio. In particolare la norma richiede il controllo del carico idraulico, in modo da evitarne l’incremento rispetto allo stato attuale e un pregiudizio alla sua riduzione, anche futura. Si prevede inoltre la preventiva valutazione della necessità di realizzare opere strutturali di mitigazione a beneficio anche del costruito attuale. Si fissa, infine, il principio di invarianza idraulica delle trasformazioni territoriali, anche derivanti da recupero e riqualificazione urbana, per le quali sono richieste misure compensative, rivolte ad assorbire-compensare la perturbazione-incremento dei deflussi superficiali derivanti dalla maggiore o diversa impermeabilizzazione delle superfici.

In tema di riqualificazione urbana il testo approvato dalla Giunta introduce procedure più snelle rispetto alle attuali. A questo scopo si introduce lo strumento del Poru, che l'amministrazione comunale definisce, anche acquisendo idee e proposte da parte dei cittadini interessati. Il Poru si applica a zone già urbanizzate, ha valore di Piano particolareggiato e organizza le operazioni di riqualificazione in un coerente disegno urbano, finalizzato a migliorare la qualità della città anche attraverso l'incremento delle prestazioni ecologico-ambientali ed energetiche dell'insediamento urbano.

Legge sulla riqualificazione urbana sostenibile: dichiarazione dell’assessore al Territorio, Luigi Viventi [16/11/2011]

“Esprimo viva soddisfazione per l’approvazione della Legge per la riqualificazione urbana sostenibile e l’assetto idrogeologico avvenuta il 15 novembre in Consiglio regionale e ringrazio tutti coloro che hanno partecipato al complesso lavoro di redazione, di stesura, di revisione: gli uffici, i tecnici e dirigenti competenti, i Consiglieri della quarta Commissione presieduta da Enzo Giancarli e quanti, in Assemblea, hanno inteso dare il loro contributo costruttivo affinché la Regione Marche potesse dotarsi di questo strumento normativo strategico sia per il rilancio dell’edilizia, sia per il governo di un territorio che oggi ha bisogno di essere rivitalizzato dove è in degrado, che non può più essere consumato e che va difeso in modo da tutelare le popolazioni anche dai danni ambientali. Per questo la nostra legge poggia su alcuni capisaldi fondamentali: creare regole certe per favorire il rilancio dell’edilizia collegata alla riqualificazione urbana, dotare il territorio di strumenti di governo innovativi come la perequazione, la compensazione e la premialità, prevenire il dissesto idrogeologico e contribuire a rimuoverne le cause. Io credo che l’altissimo numero di emendamenti presentati, sia, al di là di tutto, anche il segno dell’estremo interesse che questa legge riscuote oggi sul territorio, che, ha, effettivamente, bisogno di regole nuove, dal punto di vista dell'urbanistica, dell’ambiente e dell’economia. Il lavoro di ieri in aula si è rivelato estremamente complesso, ma posso dire che, a parte alcuni casi in cui mi è sembrato che interessi di categoria prevalessero su quello generale, ho apprezzato, nella gran parte del dibattito, un sincero e fattivo interesse rispetto a temi che oggi non possono che trovarsi in primo piano nell’attività amministrativa e normativa.
Con questo primo importante passo abbiamo adeguato, in alcuni aspetti fondamentali, la normativa già esistente. In aula ho preso l'impegno a portare in Consiglio, entro il 2012, la Legge di riforma urbanistica e ho offerto la mia disponibilità a rivedere la legge sul Piano casa nelle parti in cui è migliorabile.
Colgo l'occasione per sottolineare che il nostro testo normativo sta suscitando già l’interesse di molte Regioni italiane, come registrato, tra l’altro, anche in occasione dell’ultimo convegno nazionale dell’Inu che si è tenuto a Bologna la scorsa settimana, nel corso del quale l’esperienza delle Marche è stata indicata come modello interessante da perseguire”.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

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