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martedì 16 ottobre 2018
pubblicata da 7 anni, il 31 ottobre 2011 (lunedì) alle 19:00

Le scelte della Regione Marche a fronte della crisi economica e della Manovra finanziaria

Categoria: Regione

Marcolini: "In gioco non ci sono soltanto i bilanci degli Enti locali, ma l’erogazione di servizi essenziali ai cittadini, specie alle fasce sociali medio-basse, e la tenuta del tessuto di coesione e di sviluppo economico che ha fatto il benessere della comunità marchigiana".

www.regione.marche.it

ANCONA - In un momento come l’attuale tutti sono chiamati alla responsabilità e alla solidarietà. Questo è ormai l’unico metro di valutazione dei rapporti istituzionali tra amministrazioni locali, diverse per funzioni, ambiti di governo e colore politico. Crediamo che questi siano anche gli elementi di fondo sui quali i cittadini marchigiani giudicheranno chi a vario titolo li governa.

E’ con questo spirito che la Regione Marche sta cercando di dare una risposta alla situazione nuova determinata dalla crisi economica e dai pesantissimi tagli del Governo, il quale, nel tentare di cogliere gli obiettivi di finanza pubblica, scarica in modo sperequato sul sistema delle autonomie locali le esigenze di risanamento. A questo, come ormai tutti hanno potuto verificare, si aggiunge l’assenza di un intervento ristoratore da parte del Governo centrale riguardo ai danni derivanti dall’alluvione del marzo scorso, nonostante gli ordini del giorno approvati in Parlamento che impegnano il Governo a dare un segnale che ad oggi non è venuto.

Per le Regioni Veneto, Lazio e Basilicata vi sono state risposte, per le Marche no. Questa è una responsabilità politica che la Regione non smetterà di evidenziare, così come abbiamo fatto fin dall’inizio, ricorrendo alla Corte costituzionale contro le norme del D.L. “Milleproroghe” d’inizio anno.

Di fronte alla riduzione dei cinque sesti delle risorse trasferite sulle materie delegate, pari all’87%, alle quali vanno aggiunte le decurtazioni sulla sanità per circa 200 mln annui, così da prefigurare un taglio complessivo nel triennio di circa 1 miliardo di euro per la sola Regione Marche, al quale inoltre si sommano le riduzioni per Comuni e Province, la risposta che le istituzioni locali sono chiamate a dare costituisce un onere e un dovere per tutti, altrimenti ci si rende responsabili di una conflittualità di corto respiro e nei fatti di una deriva che non è pensabile possa essere affrontata soltanto da qualcuno più responsabile di altri.

E’ chiaro, infatti, che in gioco non ci sono soltanto i bilanci degli Enti locali, ma l’erogazione di servizi essenziali ai cittadini, specie alle fasce sociali medio-basse, e la tenuta del tessuto di coesione e di sviluppo economico che ha fatto il benessere della comunità marchigiana.

A riprova di ciò la Regione Marche si sta facendo carico responsabilmente della situazione. L’ipotizzato aumento delle accise, richiesto da ultimo drammaticamente dai Comuni e dalle Province, così come la regionalizzazione del Patto di Stabilità, costituiscono due misure fondamentali che la Regione ha proposto. Siamo consapevoli che esse non sono certo indolori per i cittadini e neppure per la Regione, che ad esempio con la regionalizzazione del Patto di Stabilità cede propria capacità di spesa a favore di Comuni e Province.

Entrambe le misure appaiono a nostro giudizio necessarie e ad esse si è giunti dopo averle lungamente ponderate ed istruite, considerati gli incontri di concertazione che si sono susseguiti e le richieste che si sono levate da vari soggetti sociali ed istituzionali, ma è del tutto evidente che la Regione intende attuarle solo nella misura in cui si giunga a formalizzare un patto di solidarietà tra istituzioni e categorie sociali ed economiche, nel quale ciascuno s’impegni in prima persona a fare la sua parte.

Ciò è indispensabile e bisogna che il tentativo in atto di recuperare risorse e procurare un sollievo da parte della Regione trovi un corrispettivo solidale, agendo ad ogni livello sui risparmi, sul recupero dell’evasione e sulla leva fiscale che, come nel caso delle Province che non lo hanno fatto, può essere responsabilmente attivata.

Senza uno sforzo corale non si esce dalla situazione attuale e non si ridisegna una prospettiva fatta di priorità, possibilità ed opportunità, che è necessaria e che sta alla politica e alla buon amministrazione saper cogliere ed offrire alle Marche tutte.

Pietro Marcolini, assessore al Bilancio della Regione Marche

Aggiornamento del 24/10/2011

“Un provvedimento necessario per rafforzare la coesione del territorio, dare un segnale forte alle imprese e sostenere il reddito e l’occupazione”. Così il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha presentato la delibera  relativa al Patto di stabilità interno regionale 2011 approvato dalla giunta regionale su proposta dell’assessore al bilancio Pietro Marcolini. In pratica si tratta di una operazione sulla liquidità: la Regione rinuncia alla propria capacità di spesa, i pagamenti non ordinari vengono rinviati di qualche settimana dall’esercizio finanziario 2011 all’esercizio finanziario 2012 e le risorse liberate vengono trasferite ai Comuni e alle Province per coprire il pagamento di investimenti sulle opere pubbliche già effettuati. “Straordinario il provvedimento – ha sottolineato ancora Spacca – e ancora più straordinaria la cifra: la Regione mette a disposizione infatti, con un grandissimo sacrificio, 90 milioni di euro di risorse a favore dell’economia marchigiana, del lavoro e del reddito dei cittadini marchigiani”.

La delibera fa seguito alle crescenti richieste da parte degli enti locali marchigiani, di un intervento da parte della Regione finalizzato a contrastare il trend negativo dei pagamenti in conto capitale di questi ultimi, derivante sia dalla crisi economica, sia dalla necessità di rispettare i vincoli sempre più stringenti del Patto di stabilità interno a cui sono soggetti. In effetti il Patto attualmente impedisce di fatto la spesa di 58 milioni di euro a disposizione delle Province e di 94 milioni a disposizione dei Comuni.

“Una volta verificato  – ha proseguito Marcolini – che il meccanismo orizzontale, ossia quello tra livelli omogenei di enti, non poteva produrre alcun risultato, la Regione, con grande sforzo, visto il già alto livello di efficienza della spesa, attraverso una solidarietà operosa e generosa, è riuscita a trasferire ai Comuni e alle Province al limite del collasso, un plafond finanziario pari a  90 milioni di euro. Risorse che costituiscono una vera e propria boccata d’ossigeno per le imprese e i fornitori che aspettano di essere pagati da questi enti. Attraverso una approfondita concertazione con il Cal (Consiglio delle autonomie locali) abbiamo poi definito criteri oggettivi  e non discriminanti  per la distribuzione delle risorse”.

Di seguito ecco cosa prevedono i criteri del Patto di Stabilità verticale, fermo restando che la ripartizione del plafond finanziario tra Province e Comuni, avverrà proporzionalmente agli ammontari individuati nelle richieste già trasmesse alla Regione Marche:

1. ai fini dell’accesso al plafond finanziario da parte degli enti locali marchigiani, per l’anno 2011, tenuto conto dell’art. 1, comma 138bis, della Legge di Stabilità 2011, è necessario che quest’ultimi dimostrino di aver rispettato il Patto di Stabilità Interno nell’anno 2010;

2. per i Comuni marchigiani l’ammontare complessivo del plafond verrà suddiviso sulla base dei seguenti criteri:
- il 75% in funzione dell’incidenza dei residui passivi in c/capitale, per l’anno 2010
- il 5% in funzione del rapporto tra il reciproco del debito pro-capite di ciascun Comune, risultante dal Rendiconto Generale per l’anno 2010 e la sommatoria dei reciproci dei debiti pro-capite per l’anno 2010 di tutti i Comuni ammessi alla cosiddetta compensazione verticale;
- il 10% per favorire il superamento di stati emergenziali, individuati come prioritari dalla Giunta regionale con successivo atto deliberativo, dovuti a recenti calamità naturali (alluvione 2011) e alla gestione delle discariche;
 - il 10% per favorire progetti di rilevanza regionale compatibili con gli obiettivi   di interesse comunale.

3. per le Province marchigiane l’ammontare complessivo del plafond finanziario     verrà suddiviso sulla base dei seguenti criteri: 
- l’80% in funzione dell’incidenza dei residui passivi in conto capitale, per l’anno 2010.
- il 5% in funzione del rapporto tra  il reciproco del debito pro-capite di ciascuna      Provincia, risultante dal Rendiconto Generale per l’anno 2010 e la sommatoria dei reciproci dei debiti pro-capite per l’anno 2010 di tutte le Province ammesse alla c.d. compensazione verticale;
- il 15% per favorire progetti di rilevanza regionale compatibili con gli obiettivi   di interesse provinciale.

4. la quota del plafond finanziario assegnata a ciascun ente locale non potrà superare l’ammontare complessivo dei pagamenti in conto capitale riportati nella richiesta pervenuta alla Regione Marche.

[Video di presentazione del Patto di stabilità regionale]

Nello spazio sottostante è disponibile in pdf il documento della Regione indicante le quote di ripartizione del Patto di stabilità regionale tra le cinque province marchigiane.

Fonte: Ufficio Stampa Regione Marche

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