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giovedì 9 luglio 2020
pubblicata da 10 anni, il 22 giugno 2010 (martedì) alle 12:31

Cultura: una ricetta per il futuro, nonostante i tagli

Categoria: Cultura

Gambini: "Alla cultura, da 10 anni a questa parte il taglio è sempre stato intorno al 10% annuo. La buona politica è quella capace di sapersi adattare e trovare il giusto connubio tra amministrazione e aspettative".

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Palazzo Toschi Mosca in via Rossini

PESARO - Secondo Gloriana Gambini, assessore alla cultura del Comune di Pesaro la «manovra finanziaria» causarà un'accelerazione del fenomeno della continua erosione delle risorse a cui da tempo le amministrazioni sono abituate

Il quadro. «Alla cultura pesarese - spiega l'assessore -, da dieci anni a questa parte il taglio è sempre stato intorno al 10% annuo. La buona politica è quella capace di sapersi adattare e trovare il giusto connubio tra amministrazione e aspettative. Trovare un nuovo equilibrio tra le priorità sarà delicato e difficile. Del resto basta dire che con il bilancio 2010 che vede assegnati al mio assessorato complessivamente due milioni e 900mila euro di un bilancio comunale che è pari a 72 milioni di euro circa - di cui il 50% è assorbito esclusivamente dalla macchina burocratica - abbiamo dovuto eliminare ogni sostegno all’attività culturale associazionistica. Per esempio, non stampiamo né spediamo più gli inviti delle iniziative, cosa che fino ad un anno fa facevamo».

I conti in tasca all'assessorato. «Nel 2010 consolidati sono i contributi a Pesaro Studi (700mila euro); al Rof (516mila euro); alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema (60mila); all’Ente Olivieri (50mila); alla Fondazione Rossini (50mila). Il restante serve a mantenere aperti e funzionanti servizi come la Biblioteca San Giovanni (500mila euro di costi vivi); l’Ente Concerti (30mila); il teatro Rossini che assorbe 400mila euro. Ma per fare un esempio basta ricordare quanto costa al Comune garantire l’apertura di un evento (mostra, rassegna, eccetera) secondo i termini di legge: 1.500 euro solo di pratiche burocratiche».

La conclusione. «Certamente deluderemo le aspettative di quanti proprio in periodi di difficoltà materiali come questi cercano la forza coltivando lo spirito. Ne è un esempio recente il successo del Salotto di Gioachino. Per fare della cultura un volano dell’economia non occorre avere solo Pale del Bellini — conclude la Gambini —, ma è congeniale saper comunicare il valore aggiunto che le iniziative culturali portano. Dà il buon esempio il Museo del Balì che le statistiche mettono tra i musei più visitati delle Marche. Insomma è vero che a tagliare ci vuole poco: per assurdo mettere o non mettere il maxischermo in piazza per la Mostra del Nuovo Cinema porta una differenza di 40mila euro, ma non averlo toglie un elemento caratteristico ineguagliabile, impossibile da mettere a bilancio».

Il dato positivo. Chi investe in cultura nel tempo ci guadagna: un’indagine elaborata dal Dams di Bologna diceche l’indotto derivante dal Rof si aggira sui 14 milioni di euro.

Info dettagliate sull'attività dell'assessorato su www.pesarocultura.it

Nella fotoil cortile di palazzo Toschi Mosca in via Rossini, sede dell'assessorato alla Cultura del Comune di Pesaro.

Pesaro 0914 luogo di partecipazione: chi volesse informazioni e/o chiarimenti in merito agli articoli pubblicati nella colonna centrale della homepage (relativi all'attuazione del programma di mandato nelle varie deleghe assegnate agli assessorati), può scrivere a pesaro0914@comune.pesaro.pu.it.



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